Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Aumento pensioni di invalidità: ecco i perché molti non lo hanno ancora ricevuto

Doveva partire il primo novembre l’operazione aumento degli assegni di invalidità, ma molti pensionati segnalano di non aver percepito nulla

L’aumento delle pensioni di invalidità, quello che molti pensionati attendevano dopo la sentenza della Consulta circa l’incostituzionalità della norma sull’incremento al milione e sugli importi troppo bassi degli assegni, è arrivato in porto. Dal primo novembre scattano gli aumenti, così hanno titolato tutti i siti e tutti i media negli ultimi giorni di ottobre.

Tesi avvalorata anche dal Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo che ha parlato di aiuto importante per questi pensionati. Ma qualcosa non né andato per il verso giusto, perché ai Patronati da giorni arrivano segnalazioni da pensionati che non hanno ricevuto nulla o che hanno ricevuto solo l’aumento e non gli arretrati. Vediamo di analizzare i motivi di tutto ciò, andando a fare una sintesi su quelli che erano i requisiti per ottenere l’aumento, che per molti era automatico, ma che per altri era dietro domanda.

Aumento pensioni di invalidità con arretrati da luglio

Con la rata di novembre 2020 l’Inps doveva erogare a tutti i pensionati con assegni di invalidità al 100%, gli aumenti previsti dalla sentenza di incostituzionalità della Consulta circa l’incremento al milione erogato solo ad over 60 e sull’importo di 287 euro circa di pensione assegnato a questi pensionati.

Una sentenza che ha costretto il governo ad intervenire. Nel decreto Agosto infatti il governo ha recepito ciò che la sentenza della Corte Costituzionale ha espresso, stabilendo aumenti e arretrati dal 20 luglio 2020.

E novembre doveva essere il primo mese in cui gli aumenti e gli arretrati sarebbero dovuti arrivare. L’incremento degli assegni fino a 651,51 euro (cosiddetto incremento al milione) così diventa appannaggio non solo di pensionati over 60, ma anche di chi ha da 18 anni in su.

Molti pensionati hanno già ricevuto l’aumento con il rateo di pensione di novembre, altri invece non lo hanno materialmente incassato, ma lo vedono a schermo sul portale dell’Inps nell’area personale.

Pensioni invalidità, aumenti anche a dicembre

La questione è stata affrontata dall’Inps con il messaggio numero 3960 del 28 ottobre scorso. Un messaggio chiarificatore dove l’Istituto specificava che gli aumenti previsti, sarebbero scattati a novembre, ma non per tutti, perché anche a dicembre l’operazione sarebbe andata avanti.

Inoltre, per chi non ha ricevuto nulla, potrebbe dipendere dal fatto che non si ha diritto all’aumento, che ricordiamo, ha requisiti ben specifici. Va ricordato infatti che l’aumento era commisurato al reddito del pensionato e se sposato, anche del coniuge.

Bisognava non superare 8.469,63 euro per i pensionati non coniugati e 14.447,42 euro per i pensionati sposati e con redditi naturalmente in cumulo con il proprio coniuge. Per le verifiche infatti l’Inps ha bisogno di tempo e i controlli su tutti i beneficiari, che sono una platea enorme, dovrebbero proseguire fino al rateo di dicembre.

Inoltre, molti dei pensionati con invalidità contributiva avrebbero dovuto presentare domanda entro il 9 ottobre (poi salita al 30 ottobre dopo proroga). Chi non ha presentato istanza, credendo di rientrare nell’aumento d’ufficio previsto per gli invalidi al 100% normali, evidentemente non ha prodotto la procedura ad hoc per averli.

Gli invalidi previdenziali infatti, essendo titolari di un assegno pensionistico vero e proprio, devono obbligatoriamente presentare istanza e se non lo hanno fatto, dovranno presentarla adesso. Infatti la norma prevede che l’incremento al milione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda e quindi presentandola oggi, si è perduto il diritto agli arretrati.