Aumento contagi Covid, Ricciardi: «Sono i non vaccinati a correre dei rischi»

Il consigliere del Ministro della Salute ha rilasciato un’intervista a La Stampa

I contagi da Covid salgono e potrebbero salire ancora , ma l’azione dei vaccini renderà i loro effetti sostanzialmente diversi rispetto a quella che si aveva nei periodi in cui la copertura non c’era.

È sostanzialmente questo lo scenario che si prefigura per l’immediato futuro e lo si evince da diversi dati, ma anche dalla lettura che viene data da chi si deve occupare della questione con un punto di vista anche scientifico.

Ne ha parlato anche il professor Walter Ricciardi, consigliere del Ministro della Salute Roberto Speranza, in un’intervista rilasciata a La Stampa del 30 ottobre.

Covid, Ricciardi spiega la situazione attuale

Il docente di Igiene dell’Università Cattolica di Roma ha spiegato alcuni concetti che possono essere utili nell’interpretazione dei dati senza lasciare spazio all’allarmismo che potrebbe derivare da un’analisi sommaria dei numeri.

«Se raggiungessimo - ha spiegato Ricciardi - il 90 per cento di vaccinati entro l’anno potremmo aspettarci un incremento dei contagi inferiore al 10 per cento. Va detto che per la gran parte degli italiani la situazione è già buona. Sono i non vaccinati a correre dei rischi: se nei prossimi mesi i contagi cresceranno saranno quasi esclusivamente loro a finire in ospedale».

Il freddo favorisce la diffusione del contagio

«Con il ritorno al chiuso per il freddo - si legge in un altro passaggio del virgolettato di Ricciardi - i contagi sono destinati ad aumentare, perché la pandemia non è finita. Questo dipende da chi non si vuole vaccinare in Italia e da chi non ha i mezzi per farlo nel terzo mondo»

Ricciardi ha, inoltre, chiarito come le proiezioni sull’Rt fanno sì che il contagio in questa fase sta passando dall’essere «regressivo» a «incrementale, anche se di poco». La situazione è, però, molto diversa al passato.

Ipotesi chiusure o zone gialle al momento lontana

Si ricorderà come in passato la crescita dei contagi corrispondesse anche alla necessità di adottare chiusure e restrizioni. Oggi tutta Italia è bianca e all’orizzonte un eventuale retrocessione in zona gialla potrebbe non essere così vicina.

«Credo di sì» ha replicato Walter Ricciardi rispetto alla possibilità che le regioni italiane possano continuare a restare bianche aggiungendo come la crescita dei contagi non dovrebbe essere tale «da mettere in crisi il sistema sanitario».

Anche perché bisogna ricordare che i parametri di valutazione adesso sono cambiati e riguardano anche e soprattutto i livelli di saturazione degli ospedali, tutelati dall’azione della vaccinazionea livello collettivo.

Dalle parole di Ricciardi si può leggere come non sia il momento degli allarmismi, pur continuando ad essere necessario mantenere adeguati livelli di prudenza. A partire, ad esempio, dai comportamenti individuali come la necessità di indossare la mascherina. «Per forza al chiuso - ha evidenziato Ricciardi - soprattutto in luoghi affollati, anche tra vaccinati».