Aumento bollette luce e gas da ottobre: perché avviene e cosa può cambiare in futuro

Aumento bollette luce e gas da ottobre: perché avviene e cosa può cambiare in futuro

Ad offrire il quadro della situazione è stato il ministro della Transizione Roberto Cingolani, intervenuto nel corso della trasmissione 24 Mattino in onda su Radio 24

1 ottobre. È il giorno in cui scatteranno gli aumenti di luce e gas che di conseguenza si faranno sentire in bolletta. Il governo, presieduto da Mario Draghi, è prontamente intervenuto con una manovra da più di 3 miliardi di euro per anestetizzare l’effetto sulle tasche degli italiani.

Lo sforzo potrebbe, però, non bastare per lenire il problema nel medio-lungo termine e per questo si sta operando con una strategia candidata ad essere più durevole nel tempo. Ai microfoni di 24 Mattino, in onda su Radio 24 è intervenuto il ministro della Transizione Energetica, Roberto Cingolani.

Aumento bollette, perché avviene

"L’aumento del costo del gas, cioè della materia prima, è il principale responsabile" - ha chiarito il ministro - di circa l’80% dell’aumento complessivo della bolletta. Il restante 20% dipende dall’aumento del costo dell’anidride carbonica che direttamente o indirettamente è collegato alle misure per scoraggiare l’uso dei carburanti fossili e quindi della transizione ecologica".

Cingolani ha sottolineato come l’intervento immediato ha avuto la funzione di limitare l’impatto degli aumenti sulle fasce di popolazione più deboli sulle piccole e medie imprese.

Resta però la necessità di progettare un intervento che possa essere efficace in un range temporale ampio e il ministro ha spiegato come, in questa fase, si stia lavorando su un provvedimento «più strutturale».

Aumento bollette, un problema che accomuna tutta Europa

La criticità, tra l’altro, accomuna tutti i paesi europei che si trovano nelle condizioni di dover affrontare il problema. Il rischio ipotetico è che questa tendenza all’aumento per il costo delle materie prime possa portare ad una sorta di tunnel senza uscita.

Tuttavia, almeno su questo fronte le cose potrebbero andare meglio rispetto alle previsioni più negative.

"Non dovrebbe" - ha detto Cingolani in relazione alle previsioni sul gas - "continuare a crescere in maniera così veloce come è cresciuto negli ultimi trimestri".

"Gli analisti dicono, per esempio, che verso marzo si potrebbe assistere ad un miglioramento in occasione dell’apertura del Nord Stream, il gasdotto che dovrebbe immettere in Nord Europa e in Germania il gas. Queste sono previsioni, intanto ci prepariamo ad avere un impianto strutturale più forte".

Buone notizie, però, anche per il breve termine. "La speranza" - ha dichiarato il ministro - "è che in realtà saturi più o meno dove è adesso. Se non ci sono particolari cambiamenti dovrebbe rimanere più o meno dove è, che è comunque un aumento molto corposo".

Come si interverrà e come può cambiare il futuro

Dopo l’intervento emergenziale che permetterà di frenare gli aumenti, l’Italia e l’Europa hanno necessità di individuare una di strada che permetta di abbassare i costi in maniera più proiettata nel lungo periodo.

Cingolani, ai microfoni di Radio 24, ha riassunto in termini semplici ciò su cui in questa fase si sta puntando. "Stiamo lavorando molto sulla ristrutturazione di come viene computata la bolletta. Ci sono tanti oneri e addebiti che dipendono da diverse cose, questo va un po’ ristrutturato". - ha detto.

Poi uno sguardo al futuro. "La transizione ecologica dice di liberarci dai carburanti fossili e andare con le rinnovabili. Nel momento in cui avremo tutte sorgenti rinnovabili o prevalentemente rinnovabili, la schiavitù da questi carburanti fossili, dalle loro fluttuazioni di costo e anche del costo dell’anidride carbonica andrà a zero".

"Il punto è che non ci arriviamo in un anno perché miracoli non se ne fanno, allora dobbiamo gestire bene questo transitorio" - ha spiegato il ministro del governo di Mario Draghi.