Autore: Liliana Terlizzi

Coronavirus

Alessandro Gassmann: «Una tessera per chi si vaccina», si scatena la polemica

Alessandro Gassmann chiede che chi si vaccina contro il COVID abbia una tessera che lo dimostri e che gli/le permetta di viaggiare, uscire e andare al ristorante. Ma non tutti sono d’accordo con il famoso attore.

Ci siamo quasi. Ogni giorno che passa ci avvicina sempre di più all’arrivo del vaccino che promette di dare l’immunità contro il grande nemico del nostro tempo, il COVID-19.

È notizia di pochissime ore fa: Anthony Fauci ha anticipato che se non ci saranno intoppi, il primo vaccino verrà approvato (negli Stati Uniti) il 10 dicembre. Se così fosse, nelle ore immediatamente successive diversi milioni di cittadini americani riceveranno la dose del prezioso farmaco.

Il mondo con il vaccino

Siccome c’è tanta speranza e altrettanta fiducia, il mondo si sta preparando a gestire le campagne di vaccinazione e stabilire se gli immunizzati avranno dei privilegi.

La Qantas, compagnia aerea australiana, ha già fatto sapere che per salire sui voli internazionali sarà richiesto ai passeggeri di vaccinarsi.

Un po’ in tutto il mondo c’è chi propone un “libretto” che confermi l’avvenuta iniezione. Tra i sostenitori di questa proposta c’è un volto noto della tv e del cinema italiano: Alessandro Gassmann.

Le parole forti di Gassmann


«Una volta fatto il vaccino, darei una tessera che lo testimoni. Chi non vuole farselo non entra in: ristoranti, bar, cinema, teatri, stadio, negozi, autobus, taxi, treni, e tiene sempre la mascherina... poi vedi che lo fanno»
, questo il suo tweet.

Nei commenti non sono mancate posizioni di dissenso. Qualcuno ha affermato che si tratta di una proposta incostituzionale, che creerebbe pericolosi precedenti. Gassmann ha tirato dritto e ha risposto seccamente a un utente che proponeva proprio questi argomenti: “Allora stai a casa”.

Altri commenti etichettano le parole di Gassmann come “fasciste” o “da regime dittatoriale”. Qualcuno, sarcasticamente, scrive: “Sì dai, perché non tatuiamo anche un numerino sull’avambraccio?”.

Altri utenti di Twitter si schierano dalla parte dell’attore: “Assolutamente d’accordo con te”; “Condivido ogni singola parola”; “50mila morti sono un motivo sufficiente per qualsiasi obbligo”.

Il vaccino non è neanche arrivato nel nostro paese e già si litiga sull’argomento. Il premier Conte, in un’intervista a “Otto e mezzo” ha dichiarato che ‘ragionevolmente’ le prime dosi in Italia arriveranno nella seconda metà di gennaio. Nel mezzo, i timori per una eventuale terza ondata.