Addio reddito di cittadinanza? A cosa servirebbe il referendum, il punto

Addio reddito di cittadinanza? A cosa servirebbe il referendum, il punto

Si torna a parlare della misura di sostegno dopo una dichiarazione di Matteo Renzi

Addio reddito di cittadinanza? C’è un punto interrogativo alla fine della questione e, per il momento deve restarci. Sì, perché il dibattito delle ultime ore riguarda la possibilità che possa esserci un «referendum abrogativo». Ad annunciare la raccolta firme è stato un post sociale di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi. «Vogliamo - si è letto nel post - che siano gli italiani a dire se il Reddito di Cittadinanza è diseducativo e va mantenuto o no».

Reddito di cittadinanza, nato con il Conte 1

Il reddito di cittadinanza è stato istituito dal governo Conte 1, quello con Lega e Movimento 5 Stelle, e ha una duplice funzione. Quella di garantire un reddito (per un periodo limitato) a chi non ha un lavoro con un importo variabile a seconda dei parametri e di essere un contributo nell’ambito di un sistema, che attraverso i centri per l’impiego e i navigator, dovrebbe contribuire a formare e a trovare un lavoro ai beneficiari.

Da una parte c’è convergenza di quasi tutti i partiti politici rispetto all’idea che una misura di sostegno, soprattutto in periodi difficili come questi della pandemia, sia necessario per le fasce più povere della popolazione.

Reddito di cittadinanza: le ragioni di chi sta da una parte e dall’altra

Dall’altra, invece, ci sono le rimostranze di chi sostiene che il reddito di cittadinanza abbia alle vistose. In questi mesi si sono sentite diverse critiche. Dal fatto che si rischia di dare del denaro a chi preferisce restare sul divano, con discussioni ad esempio legate alla difficoltà nel trovare lavoratori stagionali. Senza dimenticare le perplessità di chi sostiene che ci sia il rischio che alcuni percettori preferiscono lavorare in nero e continuare ad incassare il benefit.

Tutte critiche a cui fanno da contraltare le puntualizzazioni di chi ne sostiene l’utilità sulla base del fatto che garantire un reddito equivale ad evitare che si possa, ad esempio, finire per dover cedere a proposte di lavoro con compensi non adeguati alle mansioni e agli orari. Senza dimenticare il fatto che, ovviamente, misure di sostegno di questo tipo esistono nelle maggiori nazioni. Di fronte a questi dibattiti naturalmente ognuno può farsi un’idea.

Reddito di cittadinanza e referendum abrogativo? Le parole nel video di Renzi

È abbastanza chiara quella di Matteo Renzi, riportata in video pubblicato nel tweet. «Il governo Conte-Di Maio - Salvini ha prodotto il reddito di cittadinanza che - ha detto il leader di Italia Viva - è la cosa più ridicola che si possa fare. Una cosa è dare una mano a chi non ce la fa, sacrosanta. Ho fatto il premier, quando sono arrivato sulla povertà c’erano venti milioni di euro, quando sono andato via c’erano 2,7 miliardi. A me lezioni su come si combatte la poverrtà non me le danno».

«Nel 2022 - ha rivelato Renzi - partiremo, dopo l’elezioni del presidente della Repubblica, e per tutto l’anno in una raccolta di firme in tutta Italia per un referendum abrogativo sul reddito di cittadinanza. Noi vogliamo che siano gli italiani a dire se il reddito di cittadinanza, che è uno strumento diseducativo, va mantenuto o no».

In sostanza con 500.000 firme si potrebbe arrivare a chiedere un referendum abrogativo. A quel punto toccherebbe agli italiani se abolire o meno il reddito di cittadinanza.