Autore: Alessandro Leonardi

Cinema

Addio Gigi Proietti, ci lascia all’età di 80 anni: era ricoverato per gravi problemi cardiaci

Muore all’età di 80 anni il maestro del cinema e del teatro italiano Gigi Proietti.

Ci scherzava sempre sul giorno del compleanno, quasi come se fosse una sfortuna: Gigi Proietti è sempre stato cosi. Muore all’età di 80 anni uno degli attori più grandi della storia del teatro e del cinema italiano contemporaneo. Il maestro era ricoverato in terapia intensiva già da diversi giorni, ma la famiglia non ha voluto dichiarare nulla. Già sofferente di cuore, Proietti si era scontrato con un violento attacco cardiaco nei giorni passati, che lo aveva completamente sfinito e portato in ospedale per il ricovero d’emergenza.

Una perdita inaspettata: addio maestro «Cavaliere»

La notizia sulle condizioni di salute gravi del maestro Proietti aveva sconvolto il mondo ella cultura e dello spettacolo: nelle ultime ore, subito dopo l’attacco di cuore, molti sono stati i messaggi di colleghi e amici. Fabio Fazio durante Che Tempo che Fa dice: “Tra poco 80 anni e il pensiero va a lui, speriamo bene”.

Da Twitter altri messaggi di incoraggiamento come il Daje Gigi, daje di Andrea Vianello, direttore di RaiNews24. Il regista teatrale Arturo Brachetti, conosciuto per aver lavorato con Aldo, Giovanni e Giacomo, commenta: Forza Giggi!.

Anche il noto rapper Frankie Hi-Nrg riserva un pensiero per Gigi Proietti: Gigi nun fa lo stupido stasera .

Ho scelto di chiamarmi #ilCavaliereNero a @VirginRadioIT in omaggio al Maestro #gigiproietti. Persona di stile cultura ironia bravura. Posso solo sperare che la situazione volga al meglio al più presto, e che ci regali un finale che ci strappi una risata come le sue barzellette commenta Antonello Piroso.

Le ultime dichiarazioni

Il maestro Proietti era rimasto davvero colpito dalla tragedia epidemica del Coronavirus, ma aveva toccato la vicenda con la solita ilarità e simpatia, raccontando della nuova vita che ci sarebbe spettata e del triste futuro dello spettacolo. A marzo, parlando col Fatto Quotidiano, aveva detto:

“Quando sento dire ‘non bisogna allarmarsi’, è il momento in cui mi preoccupo”. E aveva aggiunto: “E poi insistono, si lamentano: ‘Vi rendete conto? i cinema e i teatri chiusi!’. Ma di cosa si scandalizzano? La gente dell’establishment è difficile vederla seduta in platea. E per quanto riguarda i cinema, a Roma, negli ultimi anni ne hanno serrati 46 e nessuno di loro si è scandalizzato”.