Autore: Luca D

Italia - Chiesa - Coronavirus

Accordo tra CEI e governo: dal 18 maggio si torna in chiesa ma con regole molto rigide

Dal 18 maggio si tornerà a celebrare le messe ma le regole stabilite da CEI e governo sono molto rigide

La decisione del governo di rinviare l’apertura di bar, ristoranti, teatri e chiese ha infastidito una buona parte della popolazione. Nelle principali città di Italia abbiamo assistito a dei flash mob di protesta, ossia manifestazioni organizzate nel rispetto del distanziamento sociale al fine di incitare il governo ad una più veloce riapertura delle attività sopra elencate.

La protesta di ristoratori e proprietari di bar

A Milano, per esempio, un gruppo di ristoratori e gestori di bar, ha manifestato il proprio dissenso nei confronti delle decisioni del governo. La manifestazione è stata bloccata dalle autorità che hanno multato tutti i presenti colpevoli di “aver creato assembramenti”. Le multe sono state successivamente revocate dalla questura. Anche i lavoratori dei teatri hanno avviato delle proteste allo scopo di iniziare una trattativa con il governo. A questo punto non è improbabile che, almeno nelle regioni in cui la situazione è più tranquilla, ci sia un anticipo delle riaperture.

Accordo tra CEI e governo: dal 18 maggio si torna in chiesa

Anche i milioni di fedeli desiderosi di tornare nei luoghi sacri non hanno ben accolto le decisioni del governo tanto che la CEI, la Conferenza Episcopale Italiana, aveva chiesto degli incontri al governo per affrontare l’argomento. L’idea del governo era quella di iniziare a riaprire le chiese a partire da giugno, ma dopo una serrata trattativa si è giunti all’accordo: a partire dal 18 maggio si ritornerà a celebrare le messe nei luoghi sacri ma con le massime precauzioni e dei protocolli molto rigidi stabiliti, insieme, dal governo e dalla CEI.

Le regole da seguire per sacerdoti e fedeli

Per i fedeli sarà obbligatorio indossare la mascherina per tutta la durata della celebrazione, il “segno di pace” è temporaneamente abolito nell’ambito delle celebrazioni così come l’acqua santa, ma è salva la comunione a patto che si rispetti la distanza sia tra fedeli che tra i preti e che il sacerdote indossi mascherina e guanti. All’entrata delle chiese ci saranno dei volontari che si preoccuperanno di contingentare gli ingressi, bloccarli al di sopra di un certo limite e garantire il rispetto delle distanze anche negli spazi immediatamente esterni ai luoghi sacri.

All’interno delle chiese si dovrà rispettare il metro di distanza ed ogni chiesa dovrà comunicare in anticipo quale sarà la capienza massima. E’ probabile che il numero di celebrazioni aumenti in conseguenza del fatto che le chiese saranno piene neanche a metà.

Queste sono le regole che si vanno ad aggiungere a quelle stabilite per qualsiasi luogo pubblico o di lavoro. Sarà obbligatorio il disinfettante all’entrata, i fedeli dovranno seguire dei percorsi e degli ingressi/uscite prestabiliti in modo da evitare assembramenti. Sarà inoltre obbligatorio disinfettare e pulire le superfici con cui preti e fedeli sono entrati in contatto al termine di ogni celebrazione. Si consiglia, dove possibile, di organizzare le celebrazioni in spazi aperti, ritenuti meno problematici da gestire rispetto a quelli chiusi.