Abrignani (Cts): «Proporrei obbligo vaccinale»

Il professor Sergio Abrignani, immunologo dell’Università di Milano e membro del Comitato Tecnico Scientifico, ha parlato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera

Obbligo vaccinale e possibilità di nuove chiusure in autunno. Ci sono anche questi tra i temi che sono stati trattati in un’intervista che il professor Sergio Abrignani ha rilasciato al Corriere della Sera del 20 agosto 2021. A parlare, come è noto, è l’immunologo dell’Università Statale di Milano, nonché membro del Comitato Tecnico Scientifico.

Grazie al vaccino no a nuove chiusure in autunno

Il quadro dalla descrizione della situazione è abbastanza chiaro e soprattutto offre un orizzonte in cui si può ben sperare per il futuro. Il presupposto principale è che, entro la fine del mese di settembre, si potrebbe arrivare una percentuale di vaccinati pare al 75%-80%.

Una copertura che potrebbe diventare significativa in vista del periodo che rappresenta la ripartenza di tutto e che un anno fa ebbe corrispondenza con una ripartenza significativa dell’epidemia. «In teoria - ha evidenziato Abrignani - dovremmo attenderci un’impennata di casi Covid come è capitato lo scorso anno, ma non credo che sarà così e non penso che andremo incontro a nuove chiusure».

Covid come influenza, grazie al vaccino

Gli scenari sono, ovviamente, ignoti tenuto conto che fare previsioni non è facile, ma c’è un ragionevole motivo per essere ottimisti. «Qualunque cosa avvenga - ha spiegato il membro del Cts - sappiamo che grazie ai vaccini il numero di malati gravi di Covid e decessi sarà molto basso».

Una prospettiva che nasce anche dal caso inglese dove si ha un paio di mesi di vantaggio nella campagna vaccinale, con ricoveri e morti per Covid circoscritti a dati significativamente bassi. «Quando - ha puntualizzato Abrignani - anche l’Italia avrà coperto l’80% della popolazione anche noi forse potremo guardare al Covid con una letalità non più all’1-2% ma all’1-2 per mille, come l’influenza».

I vaccini, in alcuni casi non proteggono dall’infezione, ma sono altamente efficaci nel proteggere dallo sviluppo della malattia grave, dal ricovero in terapia intensiva e dalla morte.

La proposta di obbligo vaccinale

La preoccupazione è per quelle fasce di popolazione che rientrano nelle categorie a rischio e che oggi per qualche motivo non hanno voluto vaccinarsi.

«Dobbiamo cercare - ha spiegato Abrignani - i 4 milioni e 200 mila italiani over 50 che a oggi non sono vaccinati neppure con una dose. Circa due milioni sono over 60, che più spesso finiscono in ospedale e in terapia intensiva».

E poi un passaggio chiaro: «Proporrei l’obbligo vaccinale perché le malattie infettive le contieni quando vaccini tutti e lo abbiamo visto con la polio, il vaiolo e altre malattie. Mi chiedo come sia possibile che con una malattia infettiva come il Covid che ha rischiato di distruggere la nostra economia e solo in Italia ha ucciso 130 mila persone ci sia ancora chi si interroga se sia opportuno o no vaccinarsi».