A Padova donna chiusa in ascensore per 27 ore, si salva grazie al vino che portava con se!

Una vicenda chiusa senza conseguenze quella di una cinquantenne di Padova che per più di un giorno è rimasta chiusa in un ascensore al gran caldo e senza possibilità di chiedere aiuto.

Entrare in ascensore, pigiare il pulsante del piano dove si deve andare e salire o scendere sono una consuetudine comune a molte persone che vivono in condominio, soprattutto nelle grandi città. Azioni della quotidianità, una routine giornaliera che però a Padova, per una donna di 50 anni si è trasformata in un incubo. L’ascensore che si blocca, senza possibilità di chiedere aiuto, il tutto accentuato dal fatto che siamo in estate e che in queste ultime giornate le temperature sono salite in maniera esponenziale con le massime stabilmente vicine ai 40 gradi. Proprio questo è successo alla donna di Padova, una notizia di cronaca che per fortuna si è conclusa con il lieto fine, senza conseguenze particolarmente serie per la malcapitata che è rimasta per più di un giorno chiusa proprio nell’ascensore.

Ascensore bloccato

Ieri mattina intorno alla 9:30, una donna di 50 anni di Padova è uscita dal suo appartamento per scendere al piano terra dello stabile. Una discesa che è servita alla donna per recarsi nel vano cantina pertinenza della sua abitazione a lasciare una cassetta di vino da stipare proprio in cantina. Una volta entrata in ascensore la donna si è vista aprire le porte di quello che a tutti gli effetti è diventato un incubo. Infatti una volta entrata in ascensore questo si è improvvisamente bloccato. La donna senza cellullare è rimasta bloccata nell’ascensore senza la possibilità di chiedere aiuto.

Per ben 27 ore chiusa in uno spazio molto piccolo

La donna ha provato ad urlare per chiedere aiuto, ma nemmeno la sua donna delle pulizie che stava svolgendo il suo lavoro nell’appartamento della signora stessa ha sentito le grida. La malcapitata ha provato anche a forzare la porta dell’ascensore, ma senza successo. La signora è rimasta così in ascensore per la bellezza di 27 ore, cioè per più di una giornata intera. È stata la figlia della stessa a risolvere il tutto allertata dalle mancate risposte della madre al cellulare. Una volta giunta a casa della madre non trovandola ha scoperto dove era finita la madre sentendo le urla provenienti dall’ascensore. Scoperto il problema che derivava dall’impianto di discesa e risalita dell’appartamento sito nel centro storico di Padova, la ragazze ha chiamato i vigili del fuoco che intervenuti immediatamente hanno provveduto a far uscire la donna dall’ascensore.

Una vicenda a lieto fino che poteva andare peggio

Chiusa in uno spazio ristretto e angusto, probabilmente con una temperatura che visto il gran caldo era diventata insopportabile e senza possibilità di comunicare con l’esterno. Una vicenda da film che però è cronaca reale. Come ha fatto ad uscire indenne da una vicenda simile la cinquantenne di Padova? La donna ha seriamente rischiato di morire disidratata ma una volta uscita ai soccorritori ha rivelato che ha combattuto la inevitabile sete di tutte quelle ore in ascensore, bevendo vino. La salvezza è stata proprio la cassetta contenente le bottiglie di vino che la donna portava con sé e che erano il motivo per il quale la stessa era uscita di casa. Una volta fuori per la donna non è stato necessario nemmeno andare al pronto soccorso. Da quanto si appende ha voluto bere solo molta acqua e fare una doccia. Nulla di grave dunque per una vicenda che ha rischiato di finire in un modo molto più tragico. Adesso si dovrà scoprire il motivo del blocco dell’ascensore. Una vicenda che richiama ad un fatto analogo accaduto sempre a Padova circa un anno fa. Allora furono due coniugi con il loro cagnolino a restare per 15 ore bloccati in ascensore. Torna di attualità il problema di questi strumenti che in molte case del padovano sono di vecchia generazione, quando non era obbligatorio che montassero il tasto dell’emergenza da pigiare in casi come questi. Evidentemente un problema da risolvere, cioè vanno rimodernati questi vecchi mezzi di salita e discesa per evitare che fatti del genere, che grazie a Dio sono finiti bene, non si trasformino in tragedie.