Circa 30mila esercenti sfidano il governo: via all’iniziativa «IO APRO»

Circa 30mila esercenti sfidano il governo: via all'iniziativa «IO APRO»

Una iniziativa indice la zona bianca autonoma di alcuni esercenti che riapriranno autonomamente.

In attesa del Dpcm del governo che segnerà le nuove linee guida da seguire in materia misure di contenimento del Covid, alcuni esercenti di bar, palestre, ristoranti e piscine, sono sul punto di fare tutto da soli. Una specie di sfida al governo, con una zona bianca autoctona. "IO APRO", questo il nome dell’iniziativa a cui sembra siano intenzionati ad aderire 30.000 esercenti.

Il nuovo Dpcm e le zone bianche della discordia

Ieri dopo l’incontro governo-Regioni, pare che sia stata confermata l’ipotesi di una ennesima stretta su determinate attività commerciali. Ancora una volta sono i bar a finire nel mirino, con le regole anti movida che di fatto segneranno l’ennesimo inasprimento per gli esercenti.

Per evitare l’aperitivo in strada, una moda che sembra abbia preso piede in queste settimane, il prossimo Dpcm potrebbe imporre lo stop all’asporto di cibi e bevande da parte dei bar dopo le 18.

In pratica, chiusura di queste attività dopo le 18, mascherata da una semplice limitazione, dovuta al fatto che le persone approfittando dell’asporto, si fermano in strada a consumare creando assembramenti pericolosi.

Il nuovo Dpcm però, potrebbe anche, confermare le divisioni di zona per colorazione (gialla, arancione e rossa), anche riservare una aggiunta, cioè la zona bianca. Sarebbe la zona con restrizioni praticamente assenti, anche se con distanziamento, mascherine e divieti di assembramento sempre in atto. Tutto commisurato all’indice Rt e ai parametri scelti da Cts e governo per delineare quale colorazione dare ad una determinata Regione dello Stivale.

L’iniziativa di alcuni esercenti

Proprio la zona bianca che il governo avrebbe intenzione di coniare è al centro di polemiche che gli stessi esercenti le attività più colpite dalle misure restrittive stanno avviando. In base alle indiscrezioni sul prossimo Dpcm, la zona bianca verrebbe introdotta con indice Rt pari a 0,5. Un indice che sembra lontano dal poter essere raggiunto in tutte le Regioni, anche in quelle che oggi hanno un indice di trasmissibilità del virus meno gravoso rispetto alle altre.

In pratica, c’è la sensazione che la zona bianca che vorrebbe introdurre il governo sia solo un miglioramento sulla carta, perché molti esperti ritengono che almeno fino a marzo è praticamente impossibile scendere a quel livello, con la situazione in determinati posti che spinge piuttosto a credere ad un primo accenno di terza ondata del coronavirus.

E allora alcuni esercenti hanno scelto di fare tutto da soli, o almeno così sembrerebbe in base all’iniziativa “IO APRO”. In pratica, quasi a voler sfidare il governo, alcuni esercenti la zona bianca la faranno scattare autonomamente. Sembra che siano stati già coinvolti circa 30.000 esercenti, tra titolari di bar, piscine, ristoranti e palestre.

Sul Web spopola questa iniziativa, di cui hanno trattato anche diversi quotidiani e siti di informazione. E sembra che molti esercenti si stiano avvicinando all’iniziativa che prevede la riapertura dal 15 gennaio in barba a Dpcm e ordinanze. Riaperture per esempio, anche dei ristoranti a cena, ma non solo. Inoltre si parla di riaperture nel regime di della sicurezza, con ingressi contingentati, mascherine, distanziamenti e gel disinfettanti.

La situazione prossima al collasso per molte attività quindi, sembra spingere a decisioni estreme gli esercenti, sperando che anche la clientela risponda presente. Un dubbio lecito perché come è risaputo, multe e sanzioni per gli esercenti che non seguono le regole dei Dpcm, vengono comminate anche alla clientela. Ospitare a cena i clienti anche se non si può, espone al rischio sanzioni anche la clientela, che dovrebbe di fatto partecipare anche lei all’iniziativa dei ristoratori.