Autore: Leonardo Gaspa

Studenti - Università - Scuola secondaria di II grado

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Dic

Qual è la differenza tra ossimoro e antitesi?

Spesso si pensa ossimoro e antitesi siano la stessa cosa, ma in realtà sono due figure poetiche diverse. Ecco quindi qual è la differenza tra ossimoro e antitesi.

Spesso ci si chiede qual è la differenza tra antitesi e ossimoro, vista la grande somiglianza tra le due figure retoriche. La domanda è lecita visto che effettivamente si tratta di due tratti stilistici simili, utilizzati per ottenere effetti poetici affini. Tuttavia si tratta di due figure retoriche diverse, tanto che si presentano in modi diversi.

In sintesi, un ossimoro è una figura retorica in cui si utilizza due termini tra loro opposti, presentati spesso come una coppia di parole. L’antitesi è invece l’accostamento di termini, verbi, o intere frasi tra loro contrastanti. Già da questa prima definizione capiamo che ci sono 3 differenze fondamentali:

  1. La posizione: l’ossimoro presenta due parole opposte che si trovano in successione, l’una dopo l’altra. L’antitesi invece si verifica anche a distanza: i due termini opposti possono trovarsi divisi da alcune parole sia all’interno del verso ma anche in due versi diversi. Si può quindi trovare un termine all’inizio di un verso e il suo opposto con cui forma l’antitesi nel verso successivo. Ciò generalmente non avviene con l’ossimoro. Naturalmente anche l’antitesi può presentarsi in successione, si vedano per questi casi gli esempi presentati a seguire nell’articolo.
  2. L’utilizzo della negazione: un antitesi si può presentare anche aggiungendo a un termine il suo opposto accompagnato dalla negazione. Ad esempio: era sabato, non lunedì oppure "Non fronda verde ma di colore fosco" (Tasso). Dunque in corrispondenza di negazione è molto probabile la figura che state analizzando sia un’antitesi.
  3. Il significato: antitesi e ossimoro sono obiettivamente simili. Nonostante ciò l’ossimoro è una coppia di parole legata da una corrispondenza illogica, dove tra i due concetti c’è una forte incompatibilità. La stessa parola «ossimoro» viene da un termine greco formato dalle due parole del greco antico acuto e ottuso.

Come distinguere un antitesi e un ossimoro

Se non ti è ancora chiara la differenza tra antitesi e ossimoro ecco per te alcuni metodi per distinguere le due figure retoriche:

  • 1) Si tratta di un ossimoro se la contrapposizione è diretta e riguarda due aggettivi o un nome e un aggettivo, accorpati nella stessa particella. Se vi trovate quindi ad analizzare una figura composta da sole due parole opposte si tratta probabilmente di un ossimoro. Ad esempio l’espressione "dolce dolore" è un ossimoro e si riconosce dalla sua diretta opposizione illogica, in quanto il dolore può essere dolce solo in condizione di sofferenza poetica.
  • 2)Un’antitesi si presenta quando vi è un’espressione che viene immediatamente negata o di cui appare nello stesso verso o a distanza di pochi versi il suo opposto. Ad esempio l’espressione celebre di Pirandello “ Vivo alla morte, ma morto alla vita” è un chiaro caso di antitesi, dove le prime parole vengono opposte con uno schema anche formale di chiasmo, volto a sottolineare questo contrasto.
  • 3) L’antitesi si verifica spesso con una simmetria metrica; ovvero il termine che afferma un qualcosa è posizionato nella stessa parte del verso, del termine che si oppone al primo pensiero. Se trovate un concetto espresso a inizio verso e all’inizio del successivo verso trovate il suo opposto, siamo in condizioni di antitesi.

Esempi di ossimoro e antitesi

Spiegata qual è la differenza tra ossimoro e antitesi passiamo ora a fornire degli esempi concreti.

Per quanto riguarda l’ossimoro, si tratta di una figura retorica di significato presente in ogni epoca della poesia. L’ossimoro si trova in autori classici come Petrarca, Dante ma anche in autori moderni come Leopardi, Manzoni e Montale. Ecco alcuni esempi di ossimoro:

Vergine Madre (Dante, canto 33 paradiso)
dolce naufragrar(Leopardi, Infinito: "E il naufragar m’è dolce in questo mare)
rombo silenzioso (Montale, Arsenio, Ossi di seppia).

Passiamo ora l’antitesi: l’antitesi come l’ossimoro ha grande ricorrenza nella poesia e un discreto utilizzo in prosa. Ecco alcuni esempi di antitesi:

"So che non foco, ma ghiaccio eravate" (Carducci, Illusa Gioventù)
Cesare fui e son Iustiniano (Dante, Paradiso canto 6)
Tu fiore non retto da stelo\tu luce non nata da fuoco (Pascoli, il sogno della vergine)
"Vivo alla morte, ma morto alla vita" (Pirandello, Il Fu Mattia Pascal).