Boom morbillo, superati i 1000 casi da gennaio 2017. Colpa dei genitori che non vaccinano più?

Più di 1000 i casi di morbillo in Italia da gennaio 2017: il 90% delle persone non era vaccinato. L’allarme epidemia del Ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità.

Boom di casi di morbillo nei primi mesi del 2017: in Italia abbiamo ormai superato i 1000 casi accertati di persone che hanno contratto il morbillo, secondo i dati riportati nell’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità.

Nel documento viene sottolineato che il 90% delle persone colpite non era vaccinata, confermando quindi la preoccupazione dei medici riguardo la drastica diminuzione delle vaccinazioni; inoltre, nel 33% dei casi vi è stata almeno una complicanza, nel 41% dei casi è stato necessario un ricovero in ospedale e nel 14% dei casi persino un accesso al Pronto Soccorso.

A fine febbraio, in soli due mesi quindi, i casi di morbillo erano arrivati a quota 700, con un incremento del 230% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una cifra esorbitante, soprattutto se si pensa che nel corso di tutto il 2016 sono stati rilevati in totale 884 casi di persone affette da morbillo.

Nel corso del mese di marzo, dunque, ci sono stati almeno altri 300 casi di contagio, con una cifra quasi triplicata rispetto al 2016.

È quindi evidente che il morbillo, la malattia infettiva che colpisce di frequente i bambini, nonostante la sua ampia diffusione non vada comunque sottovalutata, viste le conseguenze anche gravi che può comportare per la salute delle persone.

Qual è allora la causa di questo boom di casi di morbillo? E quali sono i sintomi della malattia?

Boom morbillo: diffusione e complicanze

Secondo i dati pubblicati a inizio marzo dal Ministero della Salute, le regioni italiane in cui si sono verificati il maggior numero di casi di morbillo sono anche le più popolose, ovvero: Sicilia, Lazio, Lombardia e Toscana. In più della metà dei casi, le persone colpite avevano un’età compresa tra i 15 e i 39 anni, e spesso il contagio è avvenuto proprio in ambito sanitario.

Il dato riguardo l’età anagrafica dei contagiati è stato confermato anche dal bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, specificando che l’età media è di 27 anni, mentre il 6% dei casi si è avuto nei bambini con meno di un anno che non potevano quindi essere vaccinati.

Tra le complicanze dovute al morbillo, la più diffuse sono state diarrea (21,1%) e stomatite (17,3%), seguite poi da trombocitopenia, cioè il calo delle piastrine nel sangue (5%), convulsioni (0,4%) ed encefaliti (0,1%).

L’Istituto Superiore di Sanità ha quindi voluto riportare in primo piano l’allarme sull’epidemia di morbillo lanciato poche settimane fa dal Ministero della Salute. Proprio ieri, inoltre, l’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Salute ha sottolineato che in tutto il continente sono soltanto 14 i Paesi, tra cui l’Italia, in cui è ancora presente la malattia endemica del morbillo, mentre gli altri 53 Paesi l’hanno eliminata da tempo.

Boom morbillo: le cause del contagio

Per quanto riguarda le cause di questo picco, è lo stesso Ministero della Salute a spiegare in una nota che alla base di questa ampia diffusione di morbillo c’è il rifiuto di molti genitori di sottoporre i propri figli all’apposito vaccino, nonostante le numerose campagne promozionali e l’evidenza scientifica circa l’utilità e l’efficacia dei vaccini.

Il valore soglia necessario per fermare la diffusione del virus all’interno della popolazione sarebbe del 95%, ma nel 2015 la copertura vaccinale per il richiamo dei bambini di 24 mesi è stata solo dell’83,5%. La causa principale, dunque, è il mancato completamento delle due dosi vaccinali previste durante la prima infanzia, motivo per cui i bambini finiscono da fare da «untori» per gli adulti.

In questo modo non si ottiene l’immunità «di gregge»: se almeno il 95% della popolazione di vaccinasse, infatti, si garantirebbero protezione e immunità in maniera indiretta anche a quella minoranza di persone che per ragioni di salute non può sottoporsi al vaccino, come per esempio i bambini affetti da malattie che ne abbassano le difese immunitarie.

Sull’argomento è ovviamente intervenuta la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, la quale ha sottolineato l’urgenza di

"Intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilità a tutti i livelli, da parte di tutte le istituzioni e degli operatori sanitari, per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l’accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Analogamente le amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, così come pediatri e medici di medicina generale devono promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età affinché non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale".

Sull’allarme morbillo, poi, si è espresso anche l’ex premier Matteo Renzi, dimostratosi anche lui molto sorpreso da dei dati così evidenti circa la diffusione della malattia virale in Italia. Tramite un post sul suo profilo Facebook, Matteo Renzi si è rivolto direttamente a tutti i genitori italiani, affermando

"lo dico da genitore prima che da politico: sui vaccini non si scherza. Basta polemiche, prendiamo sul serio la scienza. E mettiamo al centro la salute dei nostri figli, non la propaganda".

Morbillo: sintomi e vaccino

Il morbillo è una malattia infettiva molto contagiosa che colpisce principalmente i bambini di età compresa tra 1 e 3 anni. La malattia è causata da un virus del genere «morbillivirus» e si manifesta inizialmente con raffreddore, congiuntivite e febbre che diventa gradualmente sempre più alta. Dopo qualche giorno compare poi l’eruzione cutanea tipica del morbillo, con i classici punti rossi prima sul viso, dietro le orecchie e poi sul resto del corpo.

L’eruzione cutanea, in genere, svanisce nel giro di una settimana, per cui il tempo per la guarigione dal momento del contagio in poi è, in totale, di circa 15-20 giorni. Il contagio può avvenire tramite secrezioni nasali e faringee, in genere attraverso le goccioline respiratorie che si diffondono nell’aria con starnuti e colpi di tosse. Una volta contratto il morbillo, in teoria, l’organismo dovrebbe diventare immune, impedendo così alla malattia di ripresentarsi in futuro.

Nonostante sia una delle malattie virali più comuni, il morbillo non va comunque sottovalutato perché, ancora oggi, può provocare la morte di 30/100 persone ogni 100mila contagiate. Inoltre, una prestigiosa università americana della California ha scoperto che il morbillo può portare anche alla comparsa di encefaliti croniche e letali, che possono verificarsi in un caso ogni seicento, soprattutto nei bambini che vengono contagiati prima di compiere sei mesi.

Per il morbillo non esiste una cura specifica, quindi risulta fondamentale la prevenzione attraverso le vaccinazioni. In Italia il vaccino per il morbillo non è obbligatorio, ma le autorità sanitarie raccomandano vivamente di sottoporsi al cosiddetto «vaccino trivalente» contro morbillo, parotite e rosolia.