Terza Guerra Mondiale, per Lavrov pericolo «reale» ma non è l’unico orizzonte

Terza Guerra Mondiale, per Lavrov pericolo «reale» ma non è l'unico orizzonte

Il ministro degli Esteri russo Lavrov ne ha parlato come di pericolo «reale», ma ci sono anche altre prospettive

La guerra in Ucraina ha riportato la brutalità delle circostanze belliche nel cuore dell’Europa. Ha, però, anche reintrodotto nel dibattito internazionale parole con sui si aveva volontariamente perso familiarità. Gli esempi principali sono due: armi nucleari e Terza Guerra Mondiale. Due cose che, messe insieme, aprono squarci di inquietudine nel futuro.

Guerra in Ucraina: tensioni chiare tra i blocchi

La scelta della Nato di non intervenire direttamente in Ucraina è stato l’aspetto che aveva messo a tacere i primi sospetti che la conflittualità a quelle latitudini potesse diventare il presupposto per assistere ad un conflitto di ampia portata. La tensione, però, non si è mai totalmente cancellata, tant’è che la Russia non ha perso occasione per manifestare il suo malcontento per le forniture di armi che arrivano dall’Occidente a Kiev, senza dimenticare le sanzioni verso Mosca.

Terza Guerra Mondiale come «pericolo reale» secondo Lavrov

A parlare dei rischi per il futuro è stato il ministro Esteri russo Serghei Lavrov, rispetto all’ipotesi di «terza guerra mondiale» ha, infatti, parlato di pericolo «reale». L’accusa è che la Nato stia partecipando a questa guerra «per procura». Parole che, in qualche modo, acuiscono i toni dello scontro, quantomeno a livello verbale.

L’esponente del governo russo ha, invece, chiuso alla possibilità che si possano usare testate nucleari, ricordando come i cinque membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu hanno dichiarato inammissibile l’eventuale utilizzo di questi armamenti.

Quello della Terza Guerra Mondiale è, tra l’altro, un’ipotesi che non piace neanche alla Cina. «Nessuno la vuole» ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin. Pechino, sin dall’inizio della guerra, ha sempre manifestato unicamente l’auspicio che si trovassero i presupposti per la fine della conflittualità.

I negoziati andranno avanti, nel frattempo lo fa anche la guerra in Ucraina

Da Lavrov, e dunque da Mosca, è comunque arrivata la rassicurazione sul fatto che i negoziati andranno avanti. Ma, come riporta l’Ansa, non sono mancate dichiarazioni in cui è parso di gettare un po’ di acqua sul fuoco, per effetto di una fiducia emersa rispetto alla possibilità che si possa trovare un accordo da firmare.

Sarà naturalmente da valutare quali potrebbero essere i termini di un’intesa, ricordando come a fare la differenza nelle posizioni di partenza potrebbero essere gli equilibri che verranno fuori dal campo di battaglia. Il concetto è ribadito spesso negli ultimi giorni con particolare riferimento al Donbass, dove si ritiene che gli attacchi russi e la capacità di difesa ucraina siano i fattori che potrebbero determinare il futuro della regione.

La situazione risulta essere in divenire, benché i giorni che passano con le armi che continuano ad essere attive sono altre circostanze in cui questo conflitto in Ucraina genera morte e distruzione, come accade da ormai oltre due mesi.