Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensioni e contributi versati in Germania, cosa conviene fare?

Unire i contributi a quelli italiani o no? Il dilemma sulla contribuzione estera e tutti i pro e i contro.

La Germania per molti italiani rappresenta il Paese dove sono andati a lavorare in gioventù, durante i periodi di crisi che l’Italia ha vissuto. Ancora oggi la Germania è uno dei Paesi dove è maggiormente presente la comunità italiana di lavoratori. Sarà la vicinanza tra i nostri due Stati, o il fatto che l’economia teutonica, le possibilità di lavori tedesche sono da sempre migliori che in Italia, ma fatto sta che sono tantissimi gli italiani emigrati in territorio tedesco a lavorare. E chi lavora versa contributi. E i contributi sono perfettamente utili per il diritto alla pensione.

La contribuzione in Germania, utile a diritti e calcolo della pensione italiana

Molti italiani che hanno lavorato in Germania hanno diritto ad utilizzare i contributi versati in territorio tedesco per la loro pensione. E da questo punti di vista, l’organismo competente in materia è l’alter ego della nostra Inps in Germania, cioè la Deutsche Rentenversicherung Schwaben.

Nella DRV Schwaben c’è la sede di Augsburg che è il più grande ufficio di collegamento in materia previdenziale tra Italia e Germania.

Ed è l’ufficio a cui interfacciarsi per la consulenza sul come fare a ottenere ciò che spetta dopo aver versato i contributi durante la propria carriera lavorativa tedesca. I contributi tedeschi danno diritto alla pensione erogata direttamente dalla Germania.

In alternativa, questi contributi possono essere usati in Italia, insieme al montante contributivo italiano. Infatti la contribuzione tedesca oltre al diritto al trattamento previdenziale può essere utile per il calcolo della prestazione in Italia.

Pensione per contributi tedeschi, le regole

Nel calcolo della pensione tedesca si tiene conto anche dei periodi assicurativi compiuti in Italia. Chiedere la pensione tedesca anche per brevi periodi di contribuzione può essere una valida alternativa al trattamento minimo Inps.

In molti casi la pensione tedesca è d’importo superiore a quello dell’integrazione al trattamento minimo italiano. Inoltre la pensione di vecchiaia tedesca, contrariamente all’integrazione al trattamento minimo, in linea di principio, viene pagata indipendentemente da altri redditi posseduti dal pensionato.

La domanda di pensione tedesca andrebbe presentata poco prima del compimento dei 65 anni di età. In Germania, se vogliamo trovare una differenza con l’Italia, la decorrenza della pensione dipende non soltanto dal perfezionamento dei requisiti per il diritto, ma anche dalla data di presentazione della stessa.

Anche in Germania i limiti di età vigenti per la pensione ordinaria di vecchiaia stanno gradualmente salendo verso i 67 anni come da noi, ma esistono numerose norme anche transitorie che permettono a molti assicurati di percepire le pensioni alle vecchie condizioni.

Pensione tedesca e italiana insieme

La via più utilizzata è quella della richiesta della pensione tedesca insieme a quella italiana presso l’INPS. Infatti esiste l’istituto della totalizzazione estera che consente ai lavoratori che hanno svolto periodi di lavoro di natura subordinata o autonoma in uno o più stati dell’Unione Europea, e quindi pure in Germania, di aggiungerli a quelli versati in Italia. La pensione in questo caso è pagata pro quota da Italia e Germania.

La totalizzazione opera a condizione che i periodi in questione non risultino accavallati, cioè che i contributi versati in Germania non riguardino periodi di contribuzione in Italia.