Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensioni 2021: uscita per donne del 1965 e uomini del 1960, come fare?

Pensione di vecchiaia anticipata, canale di uscita anche nel 2021, requisiti e normativa.

Nel 2021 sarà ancora in vigore una particolarissima misura previdenziale che consente l’uscita dal lavoro e il conseguente pensionamento con un netto anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia. Anziché aspettare i 67 anni della pensione di vecchiaia ordinaria, con la pensione di vecchiaia anticipata si può uscire fino a 7 anni prima se uomini, e anche 12 anni prima se donne, anche se, come vedremo dopo, la decorrenza delle pensioni è posticipata per via delle finestre di uscita. Ma come funziona questa pensione di vecchiaia anticipata e quali requisiti occorre rispettare?

Pensione di vecchiaia anticipata, requisiti 2021

Nel 2021 con la pensione di vecchiaia anticipata si apre un canale di pensionamento per le lavoratrici nate a partire dal 1965 e per i lavoratori nati a partire dal 1960.

Si tratta di uomini con almeno 61 anni di età e donne con almeno 56 anni di età. Oltre al requisito anagrafico occorre rispettare altre condizioni di accesso a questa misura. Infatti, così come è previsto per la pensione di vecchiaia ordinaria, occorre avere almeno 20 anni di contributi accreditati.

Ma il requisito più vincolante per la pensione di vecchiaia anticipata è quello dell’invalidità pensionabile. La misura difatti è accessibile a soggetti affetti da determinate patologie invalidanti che hanno prodotto la conferma da parte delle competenti commissioni, di un grado di invalidità pensionabile pari ad almeno l’80%.

Invalidità pensionabile e finestre

Ricapitolando, la pensione di vecchiaia anticipata permette a tutti coloro a cui è stata riconosciuta una percentuale di invalidità pensionabile uguale o superiore all’80%, di ottenere la pensione molti anni prima di raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia ordinaria.

Quando parliamo di invalidità pensionabile va sottolineato il fatto che essa deve essere accertata dalla commissione medica dell’Inps. Per il requisito contributivo dei 20 anni, occorre aver maturato 1040 settimane di contribuzione.

La misura si rivolge ai lavoratori dipendenti del settore privato perché questa misura non si applica ai lavoratori dipendenti del pubblico impiego e ai lavoratori autonomi. Per i lavoratori statali infatti, la tutela per le inabilità prevedono altre misure ed altre tipologie di prestazioni. Per quanto riguarda i contributi utili, questi sono i medesimi che servono nel momento in cui si fa richiesta di pensione di vecchiaia ordinaria.

Sulla misura, come anticipato in premessa, vige il sistema delle finestre mobili. La decorrenza della prestazione infatti non scatta dal primo mese del giorno successivo a quello in cui si maturano i requisiti o a quello in cui si presenta la domanda di pensionamento. Le finestre mobili per questa pensione di vecchiaia anticipata sono di 12 mesi.

Pertanto, il lavoratore che presenta domanda deve aspettare 12 mesi per poter incassare il primo rateo di pensione spettante. In questi 12 mesi il lavoratore potrà continuare a lavorare nonostante abbia presentato la domanda di pensione e potrà continuare se presenti, a percepire i trattamenti di invalidità previsti dalla normativa.