Guerra in Ucraina, la denuncia: «Cadaveri in discarica»

Guerra in Ucraina, la denuncia: «Cadaveri in discarica»

A denunciarlo il consigliere del sindaco di Mariupol Petro Andryushchenko.

I cadaveri dei morti potrebbero finire in discarica. Accadrebbe come conseguenza della volontà dei russi di non perdere tempo durante l’azione di cancellazione delle prove. La denuncia di quella che sarebbe una terribile pratica arriva da fonti ucraine. Starebbe accadendo a Mariupol e le dichiarazioni sono del consigliere del sindaco Petro Andryushchenko.

Si parla di un nuovo orrore che si concretizzerebbe in una delle città che, sin dall’inizio della guerra in Ucraina, ha patito di più le conseguenze del conflitto. Una realtà che dura ormai da oltre 100 giorni, considerato che i russi hanno invaso il paese confinante lo scorso 24 febbraio.

Mariupol, le difficoltà nel contare i morti

A finire in discarica sarebbero i cadaveri che si trovano sotto le macerie delle costruzioni demolite. Una scelta che sarebbe finalizzata a distruggere quelle che potrebbero essere prove. Andare a cercare se, tra le macerie, possano esserci dei corpi costituirebbe una perdita di tempo.

La conseguenza è che diventa particolarmente difficile ottenere un adeguato censimento dei morti. Un problema che deriva dal fatto che «tutto - ha spiegato il consigliere del sindaco - viene portato nella discarica distrettuale della riva sinistra del fiume».

Questo farebbe sì che i morti di Mariupol siano essere molti di più rispetto a quelli dichiarati. La stima per la città di Mariupol parla del fatto che la guerra avrebbe portato alla distruzione di 1300 grattacieli.

Guerra in Ucraina: il numero dei centri abitati occupati dai russi

Volodymyr Zelensky ha fornito dei numeri che raccontano la guerra. In base a quanto detto al parlamento lussemburghese e riportato dalla Cnn, sarebbero 5 milioni le persone che avrebbero lasciato l’Ucraina. 3620 sarebbero, invece, i centri abitati che sarebbero stati occupati dai russi dall’inizio del conflitto. Di questi: 1017 sarebbero tornati sotto il controllo di Kiev, mentre 2603 restano sotto quello di Mosca. L’altro dramma riguarda le persone sfollate, che sarebbero quasi 12 milioni.

I numeri delle Nazioni Unite

La stesso network americano riporta i dati elaboratori dall’Agenzia delle Nazioni Unite. Secondo quest’ultima 6,6 milioni di persone avrebbero lasciato l’Ucraina da quando è scoppiata la guerra. 2,1 milioni sarebbero, però, tornate nel Paese a partire dal 28 febbraio. Altri 8 milioni risulterebbero sfollati, ma all’interno dei confini del paese. Avrebbero, cioè, lasciato le loro abitazioni, per cercare rifugio in altre zone del territorio.

La vicinanza dell’Ue all’Ucraina

Moltissimi, tra coloro che hanno lasciato l’Ucraina, hanno trovato accoglienza in Unione Europea. La presidente della Commissione Ursula Von der Leyen ha twittato in occasione dei 100 giorni di guerra. «La Russia - ha scritto - ha scatenato la sua guerra ingiustificata contro l’Ucraina. Il coraggio degli ucraini richiede il nostro rispetto e la nostra ammirazione. L’Ue è con l’Ucraina». Una posizione chiara sin dall’inizio e sempre ribadita da parte delle istituzioni europee nei confronti del popolo ucraino.