Autore: Giacomo Mazzarella

Fisco

Google, Facebook e Amazon: I colossi del web diventano spie del Fisco, ecco come

Anche i grossi calibri di Internet adesso possono essere usati per scovare chi evade e guadagna tramite il Web

I colossi del web, quelle società che guadagnano milioni e che spesso finiscono al centro della discussione politica e non per via dell’evasione fiscale, adesso possono tornare utili proprio per questioni fiscali. Infatti come riporta il quotidiano Italia Oggi, Google e Amazon (due dei siti top in materia di Intenet) potranno passare i dati degli utenti al Fisco. Lo prevede una Direttiva sulla cooperazione amministrativa che recentemente la Ue ha deciso di modificare. E così questi due autentici giganti del web potrebbero diventare autentiche spie fiscali.

Cosa hanno deciso in Europa

“L’Europa trasforma i giganti del web in spie fiscali per sorvegliare l’evasione di chi guadagna attraverso il web”, questo ciò che titola il quotidiano Italia Oggi. La Direttiva Ue prevede anche dura penalizzazione per chi non si adegua e non aiuta il Fisco, che può essere anche il blocco all’accesso al mercato.

Tutto previsto dalla Direttiva sulla cooperazione amministrativa, la Dac7 che ieri è stata approvata dai Ministri dell’Economia e delle Finanze di tutti i Paesi Membri dell’Unione Europea.

Dal popolare motore di ricerca Goolge al colosso dell’e.commerce Amazon e fino ai popolari social network come Facebook o Instagram, tutti i colossi del Web saranno costretti a segnalare al Fisco le persone che si arricchiscono tramite le loro piattaforme Internet.

Informazioni automatiche per il Fisco

La Direttiva Europea prevede che il Fisco dei vari Paesi comunitari dovrà ricevere in via automatica le informazioni sulle transazioni effettuate dagli utenti negli stati membri.
Il Piano dei legislatori dovrebbe perseguire l’obbiettivo di contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale a 360 gradi, dall’Iva elle Imposte sui redditi e fino a dazi doganali.

Per le piattaforme extra UE, cioè appartenenti a società che non fanno parte della Comunità Europea, occorrerà la registrazione in uno dei Paesi aderenti alla UE per poter operare e i dati saranno condivisi dallo Stato Europeo di registrazione, a tutti gli altri Stati Membri dell’Unione Europea.

Le informazioni che saranno di dominio pubblico per le amministrazioni fiscali saranno tra le tante, l’eventuale affitto di beni immobili, la fornitura di servizi, la vendita di beni, l’affitto di auto o mezzi di trasporto in genere, gli investimenti e i prestiti. Le informazioni saranno complete anche di codice fiscale o partita Iva dei venditori. Informazioni che ogni singolo Stato membro della UE dovrà condividere con gli altri, in un regime di collaborazione tra stati che adesso riguarderà anche questo particolare mondo che è il Web.

Per l’Italia è stato Gualtieri, Ministro dell’economia e delle finanze del governo Conte, a sottoscrivere l’intesa a livello europeo. “soddisfatto per l’accordo Ecofin sulla direttiva Dac7. Più scambio di informazioni e trasparenza sui redditi prodotti con l’intermediazione delle piattaforme digitali e più cooperazione tra autorità fiscali europee. Un importante passo avanti contro evasione ed elusione fiscale”, questo il commento del Ministro tramite il suo profilo Twitter.