Carpi: fermato dai carabinieri, “Sono il Conte Dracula”

Carpi: fermato dai carabinieri, “Sono il Conte Dracula”

Un cittadino moldavo residente in Italia è stato fermato dai carabinieri e a questi ha fornito un’identità falsa, dichiarando di essere il conte Dracula.

Weekend di controlli serrati in tutta Italia. Tra coprifuoco e timori per la propagazione del COVID, le forze dell’ordine sono impegnate più che mai nel controllo del territorio. Nella notte tra domenica e lunedì un episodio oggettivamente curioso è capitato nella città di Carpi, in provincia di Modena.

Il conte Dracula?

I carabinieri hanno fermato in diverse occasioni un 25enne, che ha sempre dichiarato di non avere documenti con sé e pertanto è stato costretto a fornire a voce le proprie generalità.

Il ragazzo ha fornito diversi nomi falsi agli agenti, attribuendosi identità finte. Tra i nomi pronunciati agli ufficiali ne spicca uno in particolare: Vlad III di Valacchia, un personaggio ben impresso nella cultura popolare: il conte Dracula.

Il ragazzo, quindi, ha preso in giro i carabinieri fingendo di essere il famoso conte realmente vissuto in quello che oggi è territorio rumeno. I carabinieri di Carpi, dopo ulteriori controlli, hanno avuto la certezza che il 25enne moldavo in questione, ovviamente, non si chiamava Vlad III e pertanto hanno denunciato il ragazzo per falsa attestazione d’identità.

Le conseguenze della goliardata

Uno scherzo che, alla fine dei conti, potrebbe costare molto caro al 25enne moldavo residente nei pressi di Carpi in virtù delle leggi vigenti in materia.

Qualunque sia la sua età, il reato rimane. Non è chiaro in che modo i carabinieri procederanno nei suoi confronti. Con ogni probabilità il burlone verrà multato pesantemente. Per ora i quotidiani parlano di una «denuncia» nei suoi confronti ma non è chiaro esattamente cosa gli succederà.

A voler applicare alla lettera il codice penale (articolo 495) si rischia la reclusione da uno a sei anni. Dunque se l’episodio in sé può strappare un sorriso, comportarsi come il soggetto in questione è oggettivamente rischioso e nessuno - se tiene alla propria fedina penale - dovrebbe imitarlo.