Caos in Venezuela: 10 morti negli scontri e Caracas in stato d’assedio

In Venezuela nella giornata di ieri si sono avuti dei duri scontri tra polizia e manifestanti. I cittadini chiedono infatti di non istituire la Costituente e di andare alle elezioni.

Nuovi scontri a Caracas, dove i manifestanti si sono incontrati con il braccio duro della polizia che presiede la città. Nella giornata di oggi si svolgeranno infatti le elezioni per formare la Costituente e cambiare le norme del paese.

La decisione di Maduro è però fortemente osteggiata dalla cittadinanza, che da mesi chiede di andare alle urne e di decidere per il proprio futuro. Nella giornata di ieri quindi si sono tenuti dei durissimi scontri tra manifestanti e militari, che hanno portato alla morte di 10 persone.
Purtroppo questo è solo un bilancio iniziale, dal momento che il conto potrebbe salire nelle prossime ore.

Cosa sta succedendo in Venezuela

Da mesi in Venezuela si protesta e in milioni sono scesi in piazza per far sentire la propria voce. La giornata di oggi sarà decisiva per le sorti del paese, dal momento che verrà eletta la nuova costituente che si occuperà di cambiare lo statuto del paese.

Proprio per questo i cittadini manifestano da mesi e cercano di far rispettare i propri diritti, contro quello che è diventato un vero e proprio regime. Dalle fonti si apprende che un candidato è stato ucciso nella propria casa a colpi di armi da fuoco e che un militare è deceduto negli scontri.

Le altre 8 persone morte nella giornata di ieri sarebbero molto giovani e tra di essi vi sarebbero anche due adolescenti. A Tachira, al confine con la Colombia, due ragazzi di 13 e 17 anni sarebbero stati uccisi dai militari di Maduro.

Le minacce degli Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno subito fatto sapere a Caracas e al Venezuela intero che le azioni di Maduro avranno delle pesanti ripercussioni. L’ambasciatore americano si così espresso sulla questione:

Gli Usa condannano l’elezione imposta il 30 luglio per l’assemblea costituente nazionale, concepita per rimpiazzare l’assemblea nazionale legittimamente eletta e per minare il diritto del popolo venezuelano all’autodeterminazione.

Heather Nauert ha inoltre spiegato che vi saranno delle pesanti ripercussioni contro coloro che stanno portando ad una vera e propria dittatura in Venezuela. Nei mesi scorsi si erano espresse anche le nazioni confinanti che avevano minacciato il Venezuela di ripercussioni gravi.

Anche il Vaticano si è espresso sulla vicenda e ha auspicato che il paese riesca a trovare presto una soluzione pacifica e duratura. Un appello che da tempo il Papa fa, cercando di spronare i cittadini e i militari presenti in Venezuela a mettere da parte la violenza e a dialogare insieme.

I morti sono troppi e credo non ci siano altri criteri da seguire se non il bene di quella gente. Bisogna trovare una maniera pacifica e democratica per uscire da questa situazione, e l’unica strada è sempre la stessa: ci si deve incontrare, parlare, ma seriamente, per farne uscire un cammino di soluzione

Queste le parole del cardinale Pierpaolo Parolin che ha pregato tutta la cittadinanza venezuelana di giungere ad un accordo in tranquillità.