Quando riapriranno gli stadi? Il punto della situazione

In occasione di Italia-Turchia si avrà una data simbolica con il 25% del pubblico presente, ma c’è chi spera qualcosa possa cambiare prima

Quando riapriranno gli stadi? È una domanda che si pongono in tanti e che, per certi versi, merita di sfuggire al benaltrismo che spesso viene fuori quando si parla di calcio.

Il mondo del pallone in Europa è business. Un vettore economico come tanti altri, attorno a cui ci lavorano decine di migliaia di persone che percepiscono compensi ben lontani dai milioni di euro che si riscontrano negli stipendi dei calciatori più famosi.

Stadi riaperti per gli Europei

La notizia del 14 aprile è che l’Uefa ha confermato l’Italia tra i paesi che potranno ospitare le gare del prossimo Europeo. Tra le condizioni richieste c’erano che gli stadi coinvolti nella manifestazione fossero all’interno di confini dove potessero esserci i margini affinché le gare si possano svolgere con il pubblico.

L’Uefa considera Roma a tutti gli effetti una delle città che ospiteranno il prossimo massimo torneo calcistico continentale. Questo vorrà dire che da parte delle autorità preposte è arrivato l’ok alla presenza di un pubblico pari ad almeno il 25% della capienza.

Questo è sinonimo del fatto che potrà essere occupata una seduta su quattro, in maniera tale da poter garantire il distanziamento all’interno di uno spazio che resta comunque aperto. La prima partita in programma allo stadio Olimpico fissata per il prossimo 11 giugno quando andranno in campo Italia e Turchia.

L’11 giugno è una data sufficientemente lontana per ipotizzare che un provvedimento di questo tipo possa inquadrarsi in una logica di riaperture graduali che potrebbe essere messa in campo a partire dal mese di maggio.

Quello, tra l’altro, sarebbe un periodo in cui è auspicabile che tutte le categorie più a rischio siano già immunizzante, garantendo un considerevole calo della pressione sui sistemi sanitari.

Ma le riaperture potrebbero essere graduali anche per gli stadi e magari prima dell’11 giugno. Nel corso della stagione 2020-2021 si era avuto un periodo in cui era consentito l’accesso agli impianti di mille persone.

Un’inezia se si considera che, in molti casi, si parla di impianti in grado di ospitare diverse decine di migliaia di spettatori. Tuttavia, sulla base di quella che era stata l’ondata Covid dello scorso autunno, si era scelto di bloccare questa possibilità e da allora non si è più mosso nulla, anche per effetto di una situazione epidemiologica che è rimasta sempre al di sopra del livello di guardia.

Si inizia ad ipotizzare che si possano rivedere dei tifosi allo stadio prima della fine del campionato di Serie A. La trentasettesima giornata e la trentottesima del massimo torneo nazionale, ad esempio, sono in programma il prossimo 16 maggio e 23 maggio. Un periodo in cui si immagina possa essere stato avviato quel percorso di aperture graduali su cui il governo intende puntare.

Riapertura stadi: atto simbolico

C’è chi spera che, in qualche caso, si possa arrivare ad un’apertura simbolica degli impianti per quelle date. 1000 tifosi, il 5%, il 10% o il 15% della capienza rischierebbero di essere cifre, in questo momento (14 aprile), poco attendibili. La speranza c’è, ma il governo ha già dimostrato come per qualsiasi allentamento occorrerà attendere i dati epidemiologici nazionali.

Qualora un’ipotesi del genere dovesse concretizzarsi risulta quasi superfluo mettere in rilievo come ciò dovrebbe avvenire con spettatori distanziati, obbligati ad indossare mascherina, ingressi contingentati ed una serie di misure ad hoc che scongiurino qualsiasi ipotesi di assembramento. Ed è chiaro che più gente si porta dentro uno stadio più assicurare gli standard di sicurezza anti-contagio risulta complicato.

La riapertura degli stadi avrebbe un valore simbolico importante e rappresenta una situazione che di fatto crea un modello applicabile ad altri eventi che, in tempi senza Covid, avrebbero richiamato quantità di persone paragonabili. L’esempio dei concerti appare quello più calzante.