Autore: Costantino Ferrulli

Coronavirus

E’ morto Fausto Gresini, aveva 60 anni

L’ex campione di motociclismo è deceduto a causa di complicanze dopo aver contratto il Covid

Fausto Gresini non c’è l’ha fatta. Si conclude tragicamente la battaglia contro il Covid-19 del due volte campione del mondo di motociclismo classe 125, ricoverato a fine dicembre all’ospedale Maggiore di Bologna.

La notizia è stata ufficializzata dal suo team, il Gresini Racing, che lui stesso aveva fondato nel 1997, dopo aver concluso la sua carriera da pilota.

Ricoverato per Covid dal 27 dicembre 2020

Fausto Gresini, dopo aver contratto il coronavirus poco prima di Natale, fu ricoverato, lo scorso 27 dicembre, all’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola, a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute.

Dopo un ulteriore peggioramento, l’ex pilota fu trasferito all’Ospedale Maggiore di Bologna, per essere curato dalla polmonite interstiziale.

Durante la degenza, Gresini si è anche negativizzato facendo sperare che potesse venirne fuori. Lo scorso 10 febbraio, un post di suo figlio Lorenzo aveva alimentato la speranza: il papà era sveglio e aveva i parametri stabili.

Il 18 febbraio, invece, l’aggravarsi delle sue condizioni di salute: un’insufficienza respiratoria che ha complicato il quadro clinico fino alla tragica conclusione di questa mattina. Fausto Gresini aveva compiuto 60 anni lo scorso 23 gennaio.

Due titoli mondiali da pilota e tre da team manager

La carriera di Fausto Gresini inizia con l’esordio nel motomondiale classe 125 nel Gran Premio delle Nazioni del 1982, in sella alla MBA. Due anni dopo arrivò la prima vittoria di un GP con la Garelli e nel 1985 il suo primo titolo mondiale. Dopo il secondo posto dell’anno successivo, nel 1987 vince il suo secondo titolo iridato.

La sua carriera da pilota, sempre con la 125, si chiuse nel 1994 con la Honda, dopo aver sfiorato per due volte, nel 1991 e 1992, il suo terzo titolo mondiale.

Nel 1997 fonda il team Gresini Racing con il quale, in veste di team manager, conquista tre titoli iridati: nel 2001 con Daijirō Katō (classe 250), nel 2010 con Toni Elias (Moto2) e nel 2018 con Jorge Martín (Moto 3).