Autore: G.M

Stipendio

23
Apr

Stipendi: perché in Italia in 10 anni sono diminuiti mentre in Francia e Germania aumentano

Un recente studio mette in risalto il fatto che in Europa ci sono lavoratori per i quali il salario sale nel tempo ed altri a cui scende

Senza alcuna distinzione tra lavoratori pubblici o privati, uno studio di Etuc, cioè European trade union confederation, mette il luce il fatto che rispetto a molti stati membri della UE, in Italia le retribuzioni sono ancora oggi inferiori. Addirittura, rispetto a 10 anni fa, nel 2019 gli stipendi medi dei lavoratori italiani si sono abbassati. Ci sono Paesi membri della UE in cui le retribuzioni sono piuttosto stabili, altri in cui crescono e altri ancora in cui sono calate e tra questi Stati c’è anche l’Italia. Vediamo i motivi di questa situazione e quali sono gli Stati più virtuosi da questo punto di vista.

I numeri sono inconfutabili

Lo studio ha dati aggiornati al 2019 ed ha preso come riferimento temporale l’ultimo decennio. Nel decennio 2009-2019, rispetto al tasso di inflazione, in Italia gli stipendi sono scesi del 2%. Altri Stati della Unione Europea hanno tendenze negative anche peggiori della nostra penisola. Per esempio, in Grecia sempre rispetto all’aumento del costo della vita si è registrata una riduzione del salario medio dei lavoratori statali e privati del 23%. Croazia, Cipro, Portogallo e Spagna sono Nazioni che hanno tassi di riduzione del salario superiori all’Italia, rispettivamente nell’ordine dell’11, 7, 4 e 3%. In Belgio e Finlandia invece, gli stipendi sono stabili, mentre le vicine Germania e Francia hanno tassi in crescita. In Germania in 10 anni il salario medio dei lavoratori è cresciuto dell’11%, mentre in Francia del 7%. La crescita maggiore però si registra nei paesi dell’Est Europeo.

Stipendi in Italia: le retribuzioni settore per settore

Come dicevamo da noi stipendi in calo per tutti, anche se con percentuali differenti da settore lavorativo a settore lavorativo. Nel Pubblico Impiego, si va dallo stipendio medio del comparto Scuola da 28.440 euro annui, ai 137.294 euro nella Magistratura. Nel settore assicurativo lo stipendio medio è di 32.066 euro, mentre nel settore sanità si arriva a 28.112 euro all’anno. Per Forze Armate e Forze dell’Ordine invece, si arriva a 34.147 euro. Il settore trasporti invece presenta cifre differenti a seconda che si tratti di trasporto ferroviario, con stipendi da 31.769 euro o trasporto aereo da 31.617 euro. Nel privato, molto più basso il salario per gli agricoli, con 16.941 euro e per i lavoratori del settore industria con 20.644 euro.

Perché non aumentano gli stipendi?

In Italia l’aumento degli stipendi nel secondo trimestre 2018 si è fermato in misura pari alla metà di quanto è successo negli altri stati europei. Il salario in Italia è salito solo dell’1,6% mentre la media europea dice 2,3% con picchi del 2,5% in Germania. Il trend nel 2018 è stato negativo, con una perdita dell’1,7% negli ultimi 3 mesi del 2018. Tra i motivi che influenzano questo negativo dato italiano ci sono la produttività che non cresce o che cresce lentamente, la disoccupazione e i tagli che ogni governo deve mettere in campo per via del debito pubblico molto elevato.