Parigi-Roubaix: trionfo di Sonny Colbrelli nell’inferno del pavè

Parigi-Roubaix: trionfo di Sonny Colbrelli nell'inferno del pavè

Il campione italiano e d’Europa si impone nella classica del Nord al termine di una gara epica. Sfortunato Gianni Moscon, che conclude al quarto posto

L’anno d’oro dello sport italiano e di Sonny Colbrelli si arricchisce di un nuovo successo. Il 31enne atleta di Desenzano del Garda, che corre per la Bahrain Victorious, dopo aver vinto il campionato italiano ad Imola e il campionato europeo a Trento, conquista la vittoria nella 118esima edizione della Parigi-Roubaix, una delle classiche monumento del ciclismo internazionale. Era dal 1999, anno del successo di Andrea Tafi, che un azzurro non si imponeva in questa gara.

Sonny Colbrelli vince in volata su Vermeersch e Van Der Poel

L’azzurro, in questa prova massacrante, eccezionalmente corsa in autunno, anziché in primavera, dopo l’annullamento dello scorso anno e il rinvio di quest’anno, a causa della pandemia da Covid-19, si è imposto in una volata a tre con i suoi compagni di fuga, il belga Florian Vermeersch (Lotto Soudal) e l’olandese Mathieu Van Der Poel (Alpecin-Fenix).

Quarto Gianni Moscon (Ineos Grenadiers), protagonista di una lunga fuga solitaria, interrotta solo a causa di una foratura e di una caduta, in un tratto di pavè a circa 30 km dal traguardo, che gli hanno annullato il cospicuo vantaggio nei confronti dei tre corridori, che si sono poi giocati la vittoria.

Una gara caratterizzata dal maltempo

La gara, lungo i 257,7 km del percorso, con 30 settori in pavè per un totale di 55 km, è stata caratterizzata da un avvio sotto la pioggia, che ha reso quasi impraticabili i settori di strada non asfaltata.

Tanti i corridori finiti a terra che sono stati costretti al ritiro, mentre quelli arrivati al traguardo non erano riconoscibili per il fango che gli ricopriva interamente il viso.

In questa gara epica, che ha rivangato i ricordi del ciclismo di altri tempi, Sonny Colbrelli è stato protagonista fin dai primi chilometri, anche se nel finale le speranze di vittoria sembravano svanite per via della fuga di Gianni Moscon.

Il trentino, che avrebbe meritato la vittoria, è stato sfortunato prima per una foratura, che gli ha fatto perdere mezzo minuto, e poi per una scivolata su un tratto di pavè, che in pratica gli ha azzerato tutto il vantaggio.

A questo punto il terzetto con Colbrelli ha raggiunto e superato il battistrada e si è presentato compatto nel velodromo di Roubaix. Nella volata finale, l’azzurro ha rimontato il tentativo di Vermeersch e ha tagliato il traguardo a braccia alzate.

“Per me è un sogno, una leggenda, ma ero al limite”, le parole del bresciano, che alla sua prima partecipazione è riuscito nell’impresa di vincere la Parigi-Roubaix.