Autore: B.A

Moto GP

Moto Gp: campionato mondiale incertissimo, ma livellato verso il basso, lo dice la Gazzetta

Una interessante analisi di Andrea Fanì fa il punto di questo inizio di mondiale Moto Gp, davvero incertissimo.

“Senza Marc Marquez è una MotoGP povera di talento”, così inizia l’analisi di Andrea Fanì, firma della «Gazzetta dello Sport». L’analisi riguarda questo avvio di stagione particolare della Moto Gp, come particolare è il Mondiale, con molte tappe annullate e con diversi Gran Premi ripetuti sulle stesse piste nel giro di due settimane. Un inizio di mondiale molto incerto, se si pensa che in 25 punti sono racchiusi 7 piloti.

Tutti possono aspirare a vincere il mondiale della classe regina e l’occasione rischia di diventare ghiottissima per qualcuno che probabilmente non avrà più una seconda chance. Il motivo dell’equilibrio però, secondo la firma della «Gazzetta dello Sport» è che mancano i fenomeni, che si tratta di una Moto Gp livellata verso il basso.

5 gare strane con l’esito ancora più strano

Si è partiti a Jerez de la Frontera, con due Gp consecutivi, per poi passare a Brno in Repubblica e poi due gare al Red Bull Ring in Austria. Probabilmente è stata Jerez che ha segnato irreparabilmente il mondiale della Moto Gp. Marc Marquez, il fenomeno spagnolo già otto volte campione del mondo e vero dominatore delle ultime stagioni del motomondiale, cade, si rompe e viene operato due volte.

Stagione finita per il Cabroncito e senza il dominatore, ecco l’equilibrio inaspettato della Moto Gp. Non ci sarà mai una controprova, ma con Marquez in pista non sono pochi quelli che pensano che il mondiale sarebbe già finito. A Jerez due gare e due successi consecutivi di Fabio Quartararo, con due secondi posti di Maverick Vinales. Tutti su Yamaha, la prima del team Petronas e l’altra del team ufficiale.

Nel frattempo Rossi in gara 1 a Jerez rompe il motore. Duello a due per il titolo tra due giovani piloti? Nemmeno per idea, perché già a Brno entrambi entrano in crisi, con la vittoria che va per la prima volta ad un pilota sudafricano (Binder) e alla Ktm, casa austriaca che nella classe regina è stata sempre una comparsa.

In Austria, tra un incidente e l’altro, tra Zarco e Morbidelli che innescano il decollo delle loro moto che rischiano di tranciare altri piloti in arrivo (Vinales e Rossi) e Vinales che salta via dalla moto rimasta senza freni, la gara uno la vince Dovizioso su una Ducati fin li in crisi, mentre gara due la vince di nuovo la Ktm, stavolta con Oliveira.

E vanno forte pure le alte Ducati (Zarco), o le Suzuki. A lottare per le prime posizioni, vittoria, podio e piazzamenti di prestigio, i vari Mir, Miller, Espangaro e compagnia bella. Mancano i fenomeni, perché secondo Fanì “Miguel Oliveira magari diventerà un campione, ma con Marc Marquez KO, Valentino Rossi in calo e Andrea Dovizioso altalenante questa MotoGP è povera di talento".

Livello abbassato e sorprese continue

“La MotoGP sta proponendo nuovi vincitori e risultati tecnici a sorpresa: succede perchè il livello si è abbassato”, questo ciò che sostiene Andrea Fanì, firma della redazione motori di «La Gazzetta dello Sport», in un commento pubblicato sull’edizione cartacea all’indomani della quinta prova Mondiale. “Cinque gare di MotoGP e quattro vincitori (di cui tre per la prima volta, Quartararo, Binder e Oliveira). Le facce della medaglia sono due. La prima: è un Mondiale incerto e forse proprio per questo interessante. La seconda: è un Mondiale senza campioni fenomenali (in alcuni casi senza uno stato di forma fenomenale, perché il talento è fuori discussione), con la qualità assoluta calata rispetto al passato”, questo l’eloquente pensiero del giornalista.

“L’infortunio di Marquez ha spodestato il re indiscusso, che tra l’altro nella gara inaugurale stava compiendo una rimonta di puro talento misto a rabbia e così con un Rossi in fase calante e un Dovizioso a fasi alterne, il campionato 2020 non ha un interprete che lascia ammirati. La gara numero 900 della top class l’ha vinta Oliveira, che per carità avrà anche talento e forse un giorno sarà anche campione, però è lontano anni luce dai Marquez, dai Vale, dai Lorenzo degli ultimi anni. E il leader della classifica, Quartararo, arriverà a livelli altissimi ma dopo i primi due schiaffi dati alla concorrenza, adesso è parecchio in affanno. Ed anche Vinales sta scomparendo proprio nel momento in cui invece dovrebbe dire al mondo, sì, sono io il dopo-Marquez”, così il duro giudizio del giornalista su questo mondiale di Moto Gp.