Autore: Giorgia De Angelis

Serie tv e Fiction - Streaming - Netflix

15
Ott

Mindhunter: la vera storia dei serial killer presenti nella serie tv di Netflix

Chi sono nella realtà i serial killer citati nella famosa serie tv di Netflix? Ecco la vera storia dei profili dei criminali che abbiamo visto in Mindhunter.

Mindhunter è una serie tv targata Netflix pubblicata per la prima volta sulla piattaforma a ottobre 2017, basata sul libro di Mark Olshaker e John E. Douglas: “Mindhunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano”.
La serie tratta la vera storia di uno dei primi profiler dell’FBI, Holden Ford (personaggio basato sulla figura di Douglas, coautore del libro), che diede la caccia agli assassini seriali.
In Mindhunter infatti Holden, con l’aiuto dell’agente di scienze comportamentali Bill Tench e della psicologa Wendy Carr, inizia un vero e proprio studio antropologico intervistando alcuni dei più noti serial killer presenti a quei tempi negli Stati Uniti.
Gli assassini citati nella serie sono di fatto realmente esistiti e le storie raccontate negli incontri con Holden equivalgono più o meno alla realtà. Vediamone alcuni.

Edmund Emil Kemper III

Conosciuto più semplicemente come Ed Kemper è stato uno degli assassini seriali maggiormente noti nella storia americana. Nato nel 1948 a Burbank, nella contea di Los Angeles, mostrò fin dall’infanzia segni di disturbi della personalità. Ed Kemper ebbe infatti fin dalla tenera età interessi ben oltre la perversione: effettuava giochi sessuali con le bambole della sorella e assassinava piccoli animali di strada. Diede persino segnali di necrofilia quando un giorno, alla richiesta della sorella di dare un bacio alla sua insegnante, rispose che per farlo avrebbe dovuto prima ucciderla. Fortemente legato al padre, rimase profondamente segnato dal divorzio dei suoi genitori, a seguito del quale fu costretto a rimanere con la madre, che lo umiliava e picchiava costantemente.

Un’estate di qualche anno dopo Ed scappò di casa per raggiungere il padre in California. Una volta arrivato scoprì suo malgrado che il genitore si era costruito nuovamente una famiglia e non aveva intenzione di mantenere i rapporti con il figlio problematico. Kemper venne così spedito dai nonni, che uccise in un solo colpo all’età di quattordici anni per il gusto di sapere cosa si provasse a commettere un omicidio. Venne spedito nell’Ospedale psichiatrico criminale di Atascadero, dove si scoprì che il suo quoziente intellettivo equivaleva a 136. Conquistando la simpatia e la fiducia dello psicologo, riuscì ad uscire dalla struttura dopo neanche cinque anni. Successivamente trovò un impiego nel dipartimento dei lavori pubblici in California e fece amicizia con il capo della polizia della sua città, che lo appellò amorevolmente come “Big Ed” per via della sua enorme stazza.

Tra il 27 agosto del 1964 e il 20 aprile del 1973 Edmund Emil Kemper III fu l’autore di altri otto omicidi: raccoglieva dalla strada delle ragazze autostoppiste per poi rapirle, ucciderle, abusarle e mutilarle. Alla fine dei giochi, Kemper uccise anche sua madre. Quando la notizia degli omicidi cominciò a girare per radio, Ed si costituì alla polizia.

Charles Manson

Conosciuto per aver ordinato l’eccidio di Cielo Drive, dove rimase vittima Sharon Tate. Naque nel 1934 in Cincinnati, da una ragazza sedicenne dedita alla prostituzione e a vari reati. Venne affidato a varie persone dopo la carcerazione della madre, per poi pernottare in un motel con la stessa una volta uscita di prigione.
Cominciò precocemente a compiere furti d’auto e rapine nei negozi, finendo per essere rinchiuso in vari riformatori. Durante la detenzione imparò a suonare la chitarra e passò la maggior parte del tempo a comporre musica e a scrivere canzoni.
Una volta uscito dal carcere, Manson decise di divenire un musicista sfruttando le abilità acquisite in riformatorio. Si trasferì a San Francisco, dove iniziò a raccogliere seguaci ossessionati dalle sue abilità canore e musicali, che lo seguirono in tour a bordo di un bus e successivamente si stabilizzarono con lui in un ranch. Il gruppo di fan sfegatati prese il nome di “The Manson Family”. Alcuni dei componenti della Manson Family cominciarono a vedere Charles Manson come la reincarnazione combinata di Gesù Cristo e Satana.

A seguito di un rifiuto da parte di Terry Melcher di scritturare le sue canzoni, Manson ordinò ai suoi seguaci di commettere una strage nella villa di proprietà del produttore musicale. Con sua sorpresa, venne accolto da un amico di Sharon Tate che lo mise al corrente del fatto che la casa era ormai di proprietà dell’attrice e del marito Roman Polański.
Manson ordinò a quattro dei suoi adepti di compiere l’eccidio che vide come vittime la Tate, incinta di otto mesi, ed altre quattro persone presenti in quel momento nella villa.
Per evitare la carcerazione Linda Kasabian, componente della Manson Family coinvolta nella strage, testimoniò contro Charles Manson, che fu arrestato con l’accusa di essere il mandante degli omicidi.

David Berkowitz

Nato nel 1953, prese l’appellativo di “Assassino della calibro 44” per aver commesso otto omicidi a New York nel 1976 con un revolver Bulldog calibro 44.
Fu dato in adozione non appena venne al mondo, questo comportò un trauma che lo segnò a tal punto da essere avvolto costantemente da una forte depressione e pensieri suicidi. A seguito della morte della madre e del nuovo matrimonio del padre, David si arruolò nell’esercito americano.
Cominciò ad essere ossessionato dalla stregoneria e dall’occultismo in generale. Raggiunse l’apice della pazzia con la lettura della Bibbia Nera di Anton Lavey, a causa della quale iniziò a compiere omicidi. Le sue vittime erano per di più studenti e coppie di fidanzati, che sceglieva accuratamente dopo lunghi appostamenti in macchina. Una volta individuate, le uccideva a colpi di pistola.

Inizialmente si pensava che gli omicidi fossero di natura sporadica e totalmente casuale, ma successivamente si scoprì che erano ben organizzati e premeditati e le vittime erano solamente pedine di un gioco perverso candidamente segnalato alle autorità dallo stesso Berkowitz tramite lettere con le quali sfidava gli agenti a stanarlo. Nelle stesse, dichiarava di essere il figlio di Satana e di esserne posseduto, asserzione che gli comportò l’attribuzione del soprannome “Il figlio di Sam” da parte di un giornalista del New York Daily News.
Una volta catturato, David tentò di dichiarare di essere affetto da infermità mentale per evitare di essere arrestato, ma senza riuscirci. Ben presto la polizia riuscì a stanare le menzogne: lo stesso Berkowitz ammise di aver messo in atto gli omicidi per un piacere sessuale. Gli venne diagnosticata una schizofrenia paranoica.

Gli altri serial killer della serie Mindhunter

  • Tex Watson, braccio destro di Charles Manson, fu uno degli autori principali della strage di Cielo Drive e l’assassino effettivo di Sharon Tate.
  • Wayne Williams, serial killer dal basso quoziente intellettivo che sconvolse gli Stati Uniti sia per le sue vittime (bambini e adolescenti) che per la componente razziale dei suoi omicidi. Uccise ventotto ragazzi della comunità nera di Atlanta, città conosciuta come la culla del Ku Klux Klan, cosa che aggiunse maggior scalpore alla strage.
  • William “Junior” Pierce, anche lui senza particolari doti intellettuali e una scarsa autostima “sapientemente” nascosta da una finta saccenza. Finito inizialmente in carcere per furti ripetuti, durante la libertà condizionale commise ben nove omicidi, tra i quali Margaret Cuttino (la figlia tredicenne del deputato James Cuttino).
  • Paul Bateson, inizialmente radiologo, decise successivamente di darsi agli omicidi seriali. Principale sospettato per una serie di uccisioni che coinvolsero sei uomini omosessuali. Non venne arrestato per mancanza di prove fino a che non uccise il critico cinematografico Addison Verrill. Durante la prigionia, ammise di aver ucciso i sei uomini per puro divertimento. Tuttavia, le prove non furono comunque sufficienti ad attribuirgli gli assassini in questione. Ancora oggi i casi restano irrisolti.