Marcell Jacobs accusato dai media inglesi e americani: «Sospetto doping»

Dal Washington Post e Times arrivano accuse pesanti nei confronti della medaglia d’oro Marcell Jacobs

I media internazionali gettano ombre su Marcell Jacobs dopo lo storico oro ottenuto nei 100 metri. Da Inghilterra e Stati Uniti arriva l’ennesimo saggio sul «come non saper perdere».

Nelle scorse ore il Washington Post e il Times, ai quali si sono accodati altre testate meno note, hanno provato a rovinare i festeggiamenti per l’incredibile vittoria nella gara regina delle Olimpiadi.

Le accuse velate dei quotidiani

"Non sarebbe giusto accusare Jacobs, a cui va dato il beneficio del dubbio, ma l’atletica è piena di truffatori" scrive il giornale statunitense con un’acrobatica preterizione.

Secondo il Washington Post, l’atletica mondiale è «piena di campioni pop up» (comparsi dal nulla) che si sono rivelati in seguito degli imbroglioni dopati. Questo basterebbe, secondo il giornalista che ha scritto l’articolo, a far nascere il sospetto sui suoi miglioramenti improvvisi.

Anche il Times ha manifestato perplessità sull’impresa di Jacobs: "Da Ben Johnson a Gatlin a Coleman, ogni volta che arriva una nuova stella nasce il sospetto", sostiene il quotidiano inglese che ha citato il fatto che delle 50 migliori prestazioni nei 100 metri, togliendo le 14 realizzate da Bolt, sono state centrate per la maggior parte da velocisti risultati positivi al doping.

Alex Schwarzer: «Accuse che nascono dall’invidia»

Naturalmente le allusioni fatte dai quotidiani statunitensi e britanniche non possono non ricordare la campagna mossa contro Alex Schwarzer, con l’auspicio che le incredibili ingiustizie subite dall’atleta altoatesino non si ripetano.

Il marciatore, medaglia d’oro a Pechino 2008, fu trovato positivo al doping una prima volta nel 2012. In quella circostanza fu sospeso per tre anni e sei mesi.

Dopo il calvario, per Alex sembrava essere tornato il sereno. Ma il 21 giugno del 2016 Schwarzer viene nuovamente trovato positivo. I test rivelano la presenza nelle urine di metaboliti di testosterone. Per tutti Schwazer è nuovamente un dopato.

Ne nasce una battaglia legale durata ben cinque anni. Alla fine il Tribunale lo assolve per non aver commesso il reato. Ma nonostante la sentenza, la Wada, l’Agenzia mondiale antidoping, sostiene che il campione azzurro sia colpevole, confermando la sospensione fino al 2024.

Proprio Schwazer, in queste ore, ha voluto commentare le allusioni e i sospetti su Jacobs: "Queste storie messe in giro da parte di alcuni invidiosi escono sempre quando uno va forte." Per Alex sembra quasi che ci si debba scusare per essere andato così veloce. "Le accuse velate, nonostante lascino il tempo che trovano, sono ancora più tristi".

Per il marciatore altoatesino, Jacobs è già entrato nella leggenda, scrivendo di fatto la storia dello sport italiano: "Ora si deve godere il momento. Ha fatto qualcosa di incredibile" ha ribadito Schwazer prima congratulandosi con il velocista di Desenzano del Garda.