Autore: Fabio Antonio Cerra

Cosa fare se il vicino ha una tettoia in eternit?

Utilizzato per anni nella costruzione di edifici e manufatti vari, l’Eternit è un materiale di fibrocemento le cui fibre se inalate possono portare ad un grave forma di tumore polmonare. Ecco come muoversi se il vicino possiede una tettoia in Eternit.

L’Eternit è un materiale di fibrocemento contenente cemento ed un insieme di minerali che prendono il nome di amianto. Venne brevettato nel 1901 dall’austriaco Ludwig Hatschek, il quale ribattezzò il materiale Eternit ispirandosi alla parola latina “aeternitas” che significa “eternità”, al fine di indicarne l’elevata resistenza. Nel corso degli anni ottenne un grandissimo successo specialmente in ambito edile, grazie alla sua grande resistenza e al costo non molto elevato. Un insieme di fattori, questi, che permisero l’impiego dell’Eternit su larga scala.

Per molto tempo fu adoperato nella costruzione di lastre e tegole per i tetti di abitazioni private e di capannoni industriali, per la produzione di tubi per gli acquedotti, per la produzione di manufatti: tutto ciò permise all’Eternit di diffondersi praticamente ovunque e di trovarsi in numerosi oggetti di uso quotidiano. Verso la metà/fine del 1900, l’amianto si poteva trovare quindi un po’ dappertutto e, naturalmente, ancora oggi sono diversi gli edifici che presentano tracce di Eternit, soprattutto sui tetti delle abitazioni o nei capannoni industriali.

Nel corso degli anni ’60, molte ricerche iniziarono a mostrare come le polveri di amianto generate dall’usura dei tetti provocasse asbestosi ed una forma molto grave di cancro: il mesotelioma pleurico. Giova qui precisare che l’Eternit di per sé non risulta pericoloso, il problema insorge quando il materiale inizia a degradarsi e le polveri di amianto si iniziano a disperdere nell’atmosfera.

Particolarmente pericolose per la salute risultano essere, tra le altre, le tettoie in Eternit, soprattutto perché essendo esposte all’azione degli agenti naturali, possono erodersi più facilmente e provocare malattie croniche e tumori alle persone che abitano nell’ambiente circostante.

Gli obblighi dell’amministratore condominiale

L’amministratore condominiale, qualora non lo abbia già fatto, dovrà provvedere ad effettuare la mappatura degli elementi in Eternit presenti nelle zone comuni, avvalendosi della consulenza di un tecnico abilitato che lo aiuterà anche nella compilazione delle apposite schede di verifica per la valutazione del rischio, in osservanza della Legge 257/92. Trattandosi di un obbligo di legge, per ottemperare ad esso non sarà necessaria nessuna approvazione da parte dell’assemblea condominiale.

L’amministratore sarà tenuto altresì ad informare puntualmente i condomini riguardo la presenza di amianto e lo stato in cui esso si trova. Nel momento stesso in cui verranno rilevati e certificati i manufatti in Eternit friabili e pericolosi per la salute, l’amministratore sarà tenuto a denunciare immediatamente la situazione in essere all’ASL competente, pena una sanzione amministrativa pecuniaria dai 2.582 a 5.164 euro. Le spese riguardanti la bonifica, la rimozione e lo smaltimento dell’amianto saranno quindi ripartite fra i condomini degli stabili in base alle tabelle millesimali.

E se non si vive in un condominio?

Se non si vive in un condominio e il vicino possiede una tettoia in Eternit, si può procedere alla segnalazione rivolgendosi all’Asl, ai Vigili urbani oppure al Nucleo ecologico e tutela ambientale dei Carabinieri. Una volta ricevuta la segnalazione, gli enti pubblici provvederanno a contattare l’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), che si premunirà di effettuare i dovuti sopralluoghi e i test per la valutazione della presenza di amianto, per poi decidere conseguenzialmente in che modo intervenire (rimozione o incapsulamento).