Chi pagherà l’assegno universale? la figura del datore di lavoro e quando i pagamenti

Chi pagherà l'assegno universale? la figura del datore di lavoro e quando i pagamenti

Come funzionano i pagamenti dell’assegno universale e chi sarà a versarli ai lavoratori?

In poche ore oltre 100.000 domande. Che per l’assegno universale unico sui figli si possa parlare già di successo lo dimostrano i fatti.
Prima una incredibile attesa, adesso una forsennata corsa alle istanze.

La misura che rivoluziona tutta la concezione di welfare per le famiglie interessa una enorme platea ed anche se per le istanze c’è tempo fino a giugno, non appena l’Inps ha avviato la procedura, molti cittadini hanno adempiuto.

Perfino prima di ottenere il loro nuovo Isee. Naturalmente l’Isee serve eccome, anche perché, pur non incidendo sul diritto alla misura, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente incide sugli importi dell’assegno.

Assegno universale unico figli e colpo di spugna a detrazioni, Anf e tutte le altre misure di welfare per le famiglie

L’assegno universale dal primo marzo 2022 riguarderà tutti i lavoratori e tutte le famiglie italiane, anche quelle in cui nessuno lavora. La misura nata come sostengo alle famiglie e come soluzione alle scarse nascite, è già in funzione.

È stata avviata dall’Inps la procedura che consentirà di accedere a questo strumento. E come detto in premessa, sono moltissimi i contribuenti ad aver già presentato domanda.

Infatti come lo stesso Istituto Previdenziale ha confermato, il via alle domande è stato effettuato già dallo scorso 3 dicembre, con domande che nella stragrande maggioranza dei casi erano prive di Isee in corso di validità.

Escludendo quelli che sono stati in grado di ottenere l’Isee già ieri, per il tramite del sito Inps e facendo tutto da soli tramite la versione precompilata dell’Isee, molti altri hanno pensato bene di presentare l’istanza comunque. Sarà cura dell’Inps, nel momento in cui andrà a validare le domande, di collegare l’Isee che nel frattempo sarà stato richiesto ed ottenuto dai contribuenti.

La domanda di assegno universale infatti, può essere accolta anche senza Isee, ma si percepisce il minimo previsto dalla misura, ovvero 50 euro a figlio al mese fino a due figli, o 65 euro a figlio per terzo, quarto e così via.

Per ottenere di più invece, serve l’Isee che se sotto i 25.000 euro da diritto anche alla maggiorazione. L’assegno universale oltre i 40.000 euro di Isee è di importo uguale a coloro che non hanno un Isee.

Quindi, 50 euro a figlio che sale di 50 centesimi di euro ogni 100 euro in meno di Isee rispetto alla soglia massima di 40.000 euro.

Quando i pagamenti dell’assegno universale unico?

Le domande possono essere fatte in qualsiasi momento, ma se in questa fase iniziale vengono prodotte entro il 30 giugno 2022, si ha diritto agli arretrati a partire dal primo marzo 2022.

La data di pagamento della prima mensilità sarà a marzo e in una recente intervista, il Presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha confermato che a seguito di accordo tra il suo Istituto e la Banca d’Italia verrà garantito il pagamento tra il 15 e il 22 di marzo a quanti avranno fatto domanda entro il 28 di febbraio.

A scanso di equivoci va sottolineato che con l’entrata in vigore dell’assegno unico spariscono le detrazioni per figli a carico, i relativi assegni familiari ed anche il premio alla nascita ed il bonus bebè. Infine occorre dire che tutta la procedura, dalla richiesta alla valutazione delle istanze e fino ai pagamenti, saranno a carico dell’Inps.

Il datore di lavoro non si sostituirà all’Inps come succede con l’assegno per il nucleo familiare. Se, come successo con l’assegno ponte, verranno confermate le date, è probabile che ogni inizio del mese i beneficiari dell’assegno riceveranno l’accredito sul loro conto corrente o carta da parte dell’Inps come una normale pensione o come la disoccupazione.