Autore: Marta Liberti

Concorsi pubblici - Insegnanti - Scuola - MIUR - Scuola secondaria di II grado

6
Ott

Come diventare insegnanti: concorso, FIT e requisiti. Guida completa

Come diventare insegnanti? Ecco come si potrà insegnare nelle scuole pubbliche e quali saranno gli step da superare.

Diventare insegnanti in Italia nel 2017 è una vera e propria impresa, dal momento che in questi ultimi anni i cambiamenti sono stati molti. Difatti dopo la bocciatura del TFA si è passati al FIT, del quale però per il momento non si hanno notizie sulla data di inizio.

La nuova riforma del reclutamento docenti prevede una serie di step per diventare insegnanti, dal superamento del Concorso Scuola alla frequenza dei tre anni del percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente.

Per riassumere, dunque, sono essenzialmente tre gli step da seguire per diventare insegnanti:

  • Laurea magistrale o a ciclo unico;
  • Concorso Scuola;
  • FIT.

Vediamo nel dettaglio i passi necessari per diventare docenti dopo la riforma della formazione e del reclutamento.

Come diventare insegnante: il concorso

La nuova riforma prevede che il Concorso scuola venga indetto con cadenza biennale per la copertura dei posti della scuola secondaria.
I vincitori verranno inseriti nelle graduatorie regionali di merito e, in base al numero di posti disponibili, potranno accedere al percorso FIT.

Nel bando del Concorso scuola saranno previste sessioni separate in ciascuna sede regionale o interregionale per ognuna delle seguenti tipologie di posto o classi di concorso:

  • classi di concorso per la scuola secondaria di primo e secondo grado, anche raggruppate in ambiti disciplinari;
  • classi di concorso di insegnante tecnico-pratico per la scuola secondaria;
  • posti di sostegno.

Per poter partecipare al Concorso scuola sarà necessario possedere uno dei titoli di studio previsti per l’accesso alle varie classi di concorso e poi superare tre prove previste dal concorso. Le prove in questione saranno due scritte e un orale nel quale si verificheranno anche le competenze informatiche e la conoscenza della lingua straniera.

Per la precisione le prove del Concorso Scuola si articoleranno nel seguente modo:

  • Prima prova scritta: verterà su una delle discipline specifiche della classe di concorso a cui si è iscritti;
  • Seconda prova scritta: valuterà la conoscenza relativa alle discipline antro-psico-pedagogiche e alle metodologie e tecnologie didattiche.
  • Prova orale: valuterà le conoscenze in merito alla materie specifiche della propria classe di concorso, alla conoscenza dell’inglese e al possesso delle competenze informatiche di base.

Per avere accesso al Concorso scuola sono necessari alcuni requisiti, che potrete leggere di seguito, così da capire chi può candidarsi al Concorso Scuola.

Requisiti d’accesso al Concorso Scuola

Nel testo è specificato che per poter partecipare al Concorso scuola è necessario il possesso congiunto dei seguenti requisiti:

  • laurea magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso;
  • 24 crediti formativi universitari o accademici (CFU/CFA) acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Nel testo viene precisato che il candidato deve garantire il possesso di almeno sei crediti in ciascuno di almeno tre dei quattro ambiti disciplinari di seguito:

  • pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione;
  • psicologia;
  • antropologia;
  • metodologie e tecnologie didattiche.

Per quanto riguarda i docenti tecnico pratici, i requisiti di accesso cambiano leggermente, perché pur permanendo l’obbligo di possedere i 24 CFU/CFA, è richiesta “una laurea oppure il diploma dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica di primo livello, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso”.

Una volta superato il Concorso scuola si potrà poi avere accesso al percorso FIT, di durata triennale e che si articola in varie fasi. Vediamo quali sono e come è strutturato il FIT.

Il primo anno di FIT per diventare insegnante

Il percorso FIT ha la durata di tre anni: il primo anno servirà ad acquisire il diploma di specializzazione, mentre nel secondo e nel terzo anno il docente dovrà svolgere ulteriori attività di studio e tirocini formativi.

Il testo del decreto recita:“i titolari di contratto FIT su posto comune sono tenuti a frequentare nel primo anno di contratto il corso di specializzazione per l’insegnamento secondario e a conseguire al termine il relativo diploma di specializzazione”.

Durante il primo anno si otterranno un totale di 60 CFU articolati in:

  • corsi di lezioni, seminari e laboratori destinati al completamento della preparazione in tutte le discipline afferenti alla classe di concorso scelta e alle materie relative alla pedagogia, alla pedagogia speciale e alla didattica dell’inclusione, alla psicologia, alla valutazione e alla normativa scolastica;
  • attività di tirocinio diretto, alle quali sono destinati almeno 10 CFU/CFA, da svolgere presso scuole dell’ambito territoriale di appartenenza, in presenza del docente della classe e sotto la guida del tutor scolastico;
  • attività di tirocinio indiretto (almeno 6 CFU) volta alla riflessione sull’esperienza maturata durante il tirocinio diretto;
  • attività formative opzionali, aggiuntive, volte all’acquisizione di competenze linguistiche.

Alla fine del primo anno è previsto che l’aspirante docente sostenga e superi un prova finale che gli permetterà di conseguire il diploma di specializzazione.

Il secondo e terzo anno FIT

Una volta conseguito il diploma di specializzazione, il docente potrà accedere al secondo anno del FIT, mentre per accedere al terzo anno è necessario superare la prova intermedia prevista nel secondo anno.

In questi restanti due anni, l’aspirante docente dovrà predisporre e svolgere un progetto di ricerca-azione sotto la guida del tutor universitario o accademico e coordinatore.

Si dovranno, poi, acquisire 15 CFU complessivi nel biennio negli ambiti formativi collegati all’innovazione e alla sperimentazione didattica, dei quali almeno 9 crediti formativi saranno di laboratorio.

Durante il secondo anno il docente dovrà effettuare supplenze brevi e saltuarie non superiori a 15 giorni nell’ambito territoriale di appartenenza e presta servizio, mentre nel terzo anno le supplenze saranno effettuate su posti vacanti e disponibili.

Il percorso formativo per accedere all’insegnamento prevede una retribuzione, che vedremo di seguito nello specifico.

La retribuzione FIT

Durante questi tre anni di formazione è prevista una retribuzione, dal momento che si considerano gli anni come propedeutici per l’inserimento nel mondo del lavoro.
All’avvio del percorso FIT, l’aspirante docente firma un vero e proprio contratto triennale, la cui retribuzione per i primi due anni sarà stabilita in sede di contrattazione collettiva nazionale.


Per il terzo anno, invece, il docente riceverà una retribuzione pari a quelle previste nel contratto di supplenza annuale.

Come diventare insegnante: la fase transitoria

Per il prossimo Concorso scuola sono previste delle agevolazioni per i vincitori del Concorso 2016 che hanno ottenuto l’abilitazione e sono iscritti in II fascia e per i docenti precari della III fascia con più di 36 mesi di insegnamento.

Per i vincitori di Concorso scuola 2016 della II fascia è prevista una prova orale ulteriore che peserà per il 40% nella valutazione rispetto ai titoli e l’inserimento in una graduatoria regionale di merito.

Inoltre, è prevista una selezione sulla base della disponibilità dei posti per essere inseriti direttamente nel terzo anno del percorso FIT, eliminando in questo modo la frequenza degli altri due.

Per i docenti precari iscritti nella III fascia delle graduatorie d’istituto con almeno 36 mesi di supplenze, invece, è previsto un concorso “light” che prevede solo una prova scritta (invece di due) e una prova orale.

Una volta superato questo concorso, i docenti precari potranno frequentare il tirocinio FIT in base alla disponibilità dei posti.

Per leggere il testo completo della riforma pubblicato è possibile consultare il sito della Gazzetta Ufficiale.