Autore: Stefano Vetrone

Italia - Pubblica Amministrazione (PA) - Stipendi pubblici - Dipendenti pubblici

29
Dic

Nuovo contratto Statali: a Febbraio arriva l’una tantum per gli arretrati

Il nuovo contratto per gli Statali è stato definito. Sindacati e politica hanno trovato l’accordo: non solo l’una tantum per gli arretrati sullo stipendio di Febbraio. Di seguito alcuni punti del nuovo contratto.

Il nuovo contratto per gli statali è pronto! Lo stipendio di Febbraio comprenderà l’una tantum per gli arretrati del triennio 2016-2018.

Come previsto, politica e sindacati hanno accelerato le trattative sui rinnovi contrattuali per chiudere gli accordi entro Natale e in modo da gonfiare la busta paga dei dipendenti pubblici prima dell’appuntamento elettorale di Marzo.

Sindacati e Aran, l’agenzia che ha contrattato per conto della ministra della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, hanno trovato l’accordo: gli stipendi degli statali saranno aumentati degli arretrati, dai 370 euro per la classe retributiva più bassa, fino ai 712 di quella più alta (una media di 492 euro).

Il nuovo contratto verrà esteso a 240mila dipendenti pubblici. L’obiettivo governativo-sindacale è quello di erogare la tantum alla prima mensilità utile, non più a Gennaio, ma con lo stipendio di Febbraio, e di far scattare, a partire dalla mensilità di Marzo, gli 85 euro (in media) dell’aumento a regime previsto dalla nuova contrattazione.

I punti principali del nuovo contratto degli statali

Il nuovo contratto per gli statali riconosce l’una tantum per gli arretrati a 240mila dipendenti pubblici e, contestualmente, stabilisce importanti modifiche. Ecco i principali punti del nuovo contratto degli statali:

  • Aumento di 85 euro, assegno per stipendi bassi
    A partire da Marzo, i dipendenti delle funzioni centrali, ovvero i dipendenti dei ministeri delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici, beneficeranno di un aumento medio di 85 euro mensili lordi.
    Si va da un minimo di 63 euro a un massimo di 117 ma grazie a un’extra (21-25 euro mensili) da riconoscere alle fasce retributive più basse, almeno per dieci mensilità, l’adeguamento risulterà di almeno 84 euro per tutti. L’una tantum attesa per questa fascia di lavoratori ammonta a 545 euro.
  • Pugno duro per le assenze strategiche
    Ingiustificate assenze di massa o due assenze senza giusta causa in prossimità o in continuità con i giorni festivi, verranno sanzionate: si rimarrà fuori dall’ufficio e senza relativo stipendio.
    Se la condotta si ripete si passa al licenziamento. E non si scappa, visto che tutto sarà registrato in un “fascicolo personale”.
  • Tetto a precarietà, durata massima 4 anni
    Il contratto a tempo determinato non potrà superare i 36 mesi, prorogabili di altri 12 ma solo se in via eccezionale. Come nel privato, il numero dei dipendenti a termine non potrà andare oltre il 20% del totale. Superate le soglie non si potrà essere assunti (si entra solo per concorso) ma l’esperienza maturata farà punteggio.
  • Più voce a sindacati, bonus eccellenza del 30%
    Le organizzazioni dei lavoratori non saranno più solo informate delle decisioni prese dall’amministrazione, ma si darà vita ad un nuovo confronto sull’organizzazione del lavoro. I bonus di eccellenza non potranno più ricadere nella stessa proporzione su tutti e la maggiorazione del premio rispetto al resto del personale sarà del 30%.
  • Orari flessibili, ferie solidali, permessi frazionabili
    La Pubblica Amministrazione apre le porte all’orario di “lavoro elastico”, con fasce di tolleranza in entrata e in uscita.
    Inoltre anche nella P.a il lavoratore, su base volontaria e a titolo gratuito, potrà cedere ad un altro dipendente, che abbia necessità familiari (figli piccoli) o di salute, la parte che eccede le quattro settimane di ferie di cui ognuno deve necessariamente fruire. Ci sarà poi la possibilità di “spacchettare” in ore i permessi come quelli per motivi familiari o personali.
  • Permessi e congedi retribuiti anche per coppie omosessuali
    Le unioni civili valgono come i matrimoni. Permessi e congedi saranno estesi anche ai “conviventi”. Questi potranno godere dei 15 giorni di stop retribuito riconosciuti per le nozze.