Autore: Stefano Vetrone

Stipendi pubblici - Dipendenti pubblici - Busta paga - Italia

27
Nov

Aumento stipendio statali: 600 euro in arrivo una tantum per gli arretrati

600 euro a favore dei dipendenti statali sullo stipendio di Gennaio 2018. La tantum per gli arretrati è al centro delle trattative tra politica e sindacati.

600 euro di arretrati sullo stipendio di gennaio, questo l’aumento di stipendio stabilito per i dipendenti statali. Una tantum che viene erogata per far fronte agli arretrati e di cui i sindacati stanno discutendo con il Governo.

La manovra, in attesa della riforma dei comparti e del pubblico impiego, erogherà agli statali un arretrato medio di 581 euro. Il primo stipendio utile, dopo la riforma dei contratti sembra che sarà quello di gennaio 2018.
Di seguito vediamo tutte le informazioni sulla questione e per quale ragione verranno erogati questi soldi.

Gli arretrati e i lavori in corso

Il Sole 24 Ore scrive sulla questione aumento di stipendio per gli statali:

l’arretrato non compensa i lunghi anni di stop alla contrattazione, perché la sentenza della Corte costituzionale che a luglio 2015 ha imposto di riattivare i rinnovi, ha considerato legittimo il blocco imposto fin lì ai dipendenti pubblici.

Gli statali, che vedono il loro stipendio bloccato dal 2010, non riceveranno tutti gli arretrati ma solo la tantum di quasi 600 euro.

Politica e sindacati stanno accelerando le trattative sui rinnovi contrattuali del pubblico impiego e l’obiettivo è chiudere gli accordi entro Natale in modo tale da gonfiare la busta paga dei dipendenti prima del doppio appuntamento elettorale di primavera.

Prima della firma finale però i contratti dovranno passare al vaglio del Ministero dell’Economia e della Corte dei Conti, le uniche due istituzioni preposte alla convalida e all’attuazione della manovra.
Il tempo stringe e il confronto politica-sindacati dovrebbe esaurirsi nel giro di 3-4 settimane.

I soldi e la strategia

Dopo la sentenza della Corte costituzionale, nel tentativo di alleggerire il blocco stipendi subito dagli statali, Renzi varò la prima manovra: 300 milioni di euro alla pubblica amministrazione centrale, vale a dire quasi 9 euro lordi al mese non distribuiti.
A partire dal 2016, dunque, si sono accumulati i fondi per i nuovi accordi, in attesa della riforma contrattuale del pubblico impiego.

Nel 2017, invece, le casse della pubblica amministrazione sono state arricchite da ulteriori 900 milioni, risultanti dalla scorsa legge di bilancio.

Quindi la tantum è calcolata così: gli 8,9 euro medi vanno moltiplicati per le 13 mensilità del 2016 (e siamo quasi a 116 euro). Per ogni mensilità di quest’ anno, però, bisogna aggiungere agli 8,9 del 2016 anche i 26,8 finanziati con i nuovi fondi, per un totale di poco inferiore ai 36 euro mensili (e arriviamo a quasi 465).
La somma delle mensilità dei due anni costituisce la tantum media per gli arretrati, pari a 581 euro.

La strategia del governo punta a differenziare i ritocchi contrattuali in base alla busta paga, secondo lo schema della piramide rovesciata, che dovrebbe tutelare di più i redditi più bassi. Il quadro finale sarà definito nelle prossime settimane.