Autore: Grazia Tomasello

Malattia - Influenza - Salute - Vaccino

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Gen

Influenza 2018: incidenza maggiore rispetto alle previsioni

Gennaio è il mese in cui l’influenza colpisce di più, non bisogna sottovalutarla, il picco è previsto per la prossima settimana.

Gennaio è il mese del picco influenzale di questo nuovo anno.

La maggior parte degli italiani tra il mese di dicembre e gennaio ha avuto almeno uno dei sintomi classici dell’influenza, ovvero febbre, spossatezza, raffreddore, dolori articolari e muscolari.
Per approfondire l’argomento e conoscere i sintomi basta cliccare qui.

L’unica salvezza è costituita dal vaccino.
Tutti i medici sono concordi su questo, l’influenza di quest’anno è più forte del previsto e occorre vaccinarsi. C’e ancora tempo per farlo, il virologo Fabrizio Pregliasco sostiene che: “sebbene ci troviamo al limite del periodo utile, la vaccinazione antinfluenzale si può ancora fare. Fa effetto entro dieci giorni, per cui è sempre consigliata soprattutto per le categorie fragili come gli anziani”.

La Prof.ssa Cinzia Germinario, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico ha commentato per quanto riguarda l’evoluzione dell’influenza 2018 che “il picco dei casi influenzali è atteso probabilmente per la prossima settimana; subito dopo dovrebbe cominciare la fase discendente.”

I numeri di questa influenza

Secondo il bollettino dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) sono 802 mila i casi registrati nella prima settimana del 2018, per un totale, dall’inizio della sorveglianza (dal mese di settembre), di circa 3 milioni di casi.

Solo nel periodo tra 25 e 31 dicembre i casi sono stati circa 673.000. Sul totale dei casi registrati i decessi sono stati 30.

La dott.ssa Caterina Rizzo, epidemiologa dell’Istituto Superiore di Sanità dichiara che

questa stagione sta avendo un impatto maggiore, abbiamo i numeri più alti delle ultime cinque stagioni. Una diffusione maggiore, ma i casi severi sono in linea con le stagioni precedenti. Comunque ci stiamo avvicinando al picco: nell’ultima settimana di dicembre ci sono stati 11 casi su mille abitanti, già nella settimana scorsa ne abbiamo avuti 13,5. Pensiamo che il picco più alto che si è mai registrato è stato di 15 casi su mille, nella stagione 2004-2005. Quindi siamo già ad un livello alto.

Le regioni più colpite, dove è stata superata la soglia dei 13,50 casi ogni mille assistiti, sono Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Basilicata e Calabria.

Per avere un’idea precisa ed essere aggiornati in tempo reale, è online il sito di FluNews, che raccoglie i dati di diversi sistemi di sorveglianza dell’influenza e fornisce informazioni utili.
Per ogni altro dubbio o informazione aggiuntiva basta consultare il sito del Ministero della Salute.

Prevenire l’influenza e come comportarsi

Il consiglio principale è quello di rimanere sempre cautelati e non rischiare di esporsi al contagio, poiché una volta superato il picco previsto per la prossima settimana, suggerisce la Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), occorrerà comunque mantenere alta la guardia perché l’influenza non si esaurirà prima di fine febbraio.

A marzo e aprile, invece, potrebbero esserci casi di forme virali respiratorie che possono causare sindromi simil-influenzali.

Gli atteggiamenti da assumere per evitare di ammalarsi o di avere delle ricadute sono i seguenti:

  • quando si è fuori evitare i luoghi affollati;
  • appena si rientra a casa, lavarsi subito le mani e lavarle spesso in generale;
  • arieggiare la casa, soprattutto se un familiare è influenzato o presenta i primi sintomi;
  • coprirsi bene e stare al caldo;
  • mantenere la distanza con i parenti malati almeno nei primi 3-4 giorni di influenza perché il rischio di contagio è più alto.