Autore: Chiara Ridolfi

Scuola - Insegnanti

11
Ago

Tfa addio, arriva il FIT, firmato il decreto. Ecco come funziona la nuova abilitazione

Gli insegnanti dicono addio al TFA, che con il decreto legge non sarà più il modo per abilitarsi. In arrivo il FIT per diventare docenti, ecco cos’è e come si strutturerà.

Arriva l’addio ufficiale al TFA che cederà il posto al FIT, che sarà la modalità di accedere all’insegnamento dal 2018. Il Consiglio dei Ministri ha firmato i decreti attuativi della legge n. 107/2015 che appunto prevedono l’eliminazione del TFA.

Il MIUR ha inoltre stabilito le modalità per acquisire i 24 CFU che mancano ai laureati che vorranno prendere parte al concorso del 2018. La spesa non sarà eccessiva, dal momento che con 500€ si potranno effettuare tutti gli esami ed ottenere i CFU mancanti.

Per diventare docenti nella scuola secondaria di secondo grado l’iter da seguire sarà diverso rispetto a quello che abbiamo visto fino ad ora. Si dovrà infatti superare un concorso, che verrà somministrato ai futuri docenti subito dopo la laurea e che prevede una parte di formazione e una di tirocinio.

Un percorso che servirà a preparare il docente alla scuola e all’insegnamento, ma che ha già sollevato non poche polemiche, dal momento che la sua durata è di tre anni e lo stipendio non è dei migliori.
Vediamo insieme di seguito come funzionerà la nuova modalità di abilitazione e come si diventerà professore da oggi in poi.

I 24 CFU per il Concorso 2018

In base al decreto i futuri docenti dovranno acquisire 24 CFU in discipline antro-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. I crediti in questione si potranno conseguire sia in forma extra curriculare (per coloro che si sono già laureati), sia in forma aggiuntiva che in forma curriculare (quindi inserendoli nel piano di studi).

Gli enti di formazione riconosciuti sono le Università e le accademie che dovranno strutturare dei corsi appositi. Dei 24 crediti solo 12 potranno essere conseguiti in via telematica, mentre almeno 6 crediti vanno acquisiti un una delle seguenti discipline:

  • pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione;
  • psicologia:
  • antropologia;
  • metodologie e tecnologie didattiche

Per coloro che conseguiranno i crediti in forma curriculare o aggiuntiva non sono previsti costi aggiuntivi. Per chi invece dovesse acquisire i crediti in forma extra curriculare il costo sarà di un massimo500€.
Il costo dell’acquisizione dei crediti varierà in base al reddito e al numero di crediti da ottenere.

Addio al TFA, entra in vigore il FIT: ecco come si struttura

Con la firma avvenuta oggi si è arrivati alla fine del TFA, che non ha portato che problemi agli aspiranti professori e che non è mai stata una buona modalità per diventare insegnanti.
Dopo due cicli quindi il TFA va in pensione e prende il suo posto sarà il FIT, un percorso di tre anni.

Le fasi del FIT, in base alle prime indiscrezioni saranno le seguenti:

  1. concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale o interregionale, a cui i giovani laureati prenederanno parte;
  2. per chi lo superasse si accederebbe ad un percorso triennale di formazione con tirocinio e inserimento come docente;
  3. dopo il superamento delle valutazioni intermedie e finali del percorso si potrà accedere al posto su cattedra fissa.

Superato quindi il corso di formazione iniziale i docenti stipuleranno un contratto di durata triennale, in modalità di tirocinio formativo. Il concorso sarà strutturato come quello del TFA e si avranno quindi 2 prove scritte e un orale. Solo chi otterrà il punteggio idoneo potrà accedere alla fase di tirocinio.

Un percorso lungo quindi quello per diventare docente e che cercherà di mettere fine al precariato che vige da anni nelle scuole.

Arriva il FIT: ecco come saranno strutturati i tre anni

Se il TFA era costoso e dedicato a pochi, dal momento che i posti non erano molto, il FIT sarà molto lungo e complesso. Dopo 3 anni si potrà infatti accedere alle cattedre e nel periodo del percorso formativo sarà possibile lavorare con un contratto di tirocinio.

Il primo anno sarà totalmente dedicato alla formazione, gli aspiranti docenti prenderanno parte ad un corso di formazione annuale, al termine del quale si potrà conseguire il diploma di specializzazione.
Non è chiaro ancora se sarà previsto un esame conclusivo nazionale o altro genere di prova.

Nel secondo anno inizia il percorso di formazione diretta che prevede l’inizio di un periodo di tirocinio in aula, presso gli istituti scolastici. La formazione verrà continuata mediante studio e corsi a cui il docente dovrà prendere parte.
Alla fine del secondo anno di FIT si avrà poi una valutazione, che servirà per accedere al terzo anno di specializzazione.

Per il secondo anno il professore potrà effettuare delle supplenze, in base alle esigenze della scuola interessata e agli impegni formativi. Nel terzo anno invece potrà accedere alle cattedre vacanti e ai posti disponibili.
Il tirocinio proseguirà anche per il terzo anno e alla fine del percorso ci sarà una valutazione finale dell’operato del docente.

Nel caso in cui fosse superato il FIT il docente potrà arrivare ad insegnare nella scuola pubblica e ambire ad avere una cattedra fissa.

Da quando entrerà in vigore il FIT?

Il FIT entrerà in vigore fin dal 2018 e quindi il TFA per il III ciclo verrà ufficialmente cassato. Il primo ciclo si avrà infatti nella primavera del prossimo anno e le assunzioni a tempo indeterminato con questa nuova modalità inizieranno dal 2022.

La cadenza per l’abilitazione sarà biennale e diversamente dal TFA regolare e stabilita per ogni ciclo. I docenti che riusciranno ad accedervi firmeranno un vero e proprio contratto che potrà essere interrotto per questioni personali e in caso ripristinato dopo la sua scadenza.
Vi è poi la possibilità che sia sciolto in via definitiva per assenze prolungate del docente che non abbiano una motivazione comprovata.

Non è chiara invece quale sarà la retribuzione che spetterà al docente nel periodo di formazione e tirocinio. In un primo momento i rumors parlavano di 800€ al mese, che sarebbero stato corrisposti per il I e II anno di FIT.

Per il III anno invece il docente sarà retribuito come se sostenesse una supplenza annuale.
Al riguardo però non ci sono ancora indicazioni e si dovrà attendere le decisioni del ministro al riguardo.