
Roma, 15 giu. (Adnkronos) - «E’ stato un anno difficile» e anche se «c’? stata una ottima reattività dal punto di vista creditizio» del mondo produttivo ma «come industrie siamo state immediatamente colpite da questa esplosione di costi». A rilevarlo è stato Francesco Mutti, presidente Centromarca e amministratore delegato di Mutti, parlando all’incontro ‘Scenari globali, prospettive italiane: decifrare la complessità per governare il cambiamento’, promosso a Milano da Centromarca.
Come industrie, ha sottolineato Mutti, «ci siamo sentite dire tante volte che dietro» l’aumento dei prezzi «c’era una speculazione da parte nostra ma, una volta usciti purtroppo i bilanci delle aziende, si è visto che dietro» l’aumento dei prezzi «non c’è stata, mediamente, una spinta speculativa», anzi «purtroppo c’è stata una contrazione del margine a fronte di un incremento dovuto al costo dei fattori produttivi».
"Noi siamo tra le filiere che incidono di più in termini di Pil ma il nostro peso politico come filiera è ancora basso". E ha evidenziato i rischi di una «disunione» fra le imprese della filiera ed ha aggiunto: «Chiedere un tavolo comune per bloccare i listini in un momento in cui le aziende soffrono non è il caso».
"Quello su cui" come filiera «dovremmo lavorare oggi , immaginando uno scenario di rientro della spirale inflazionistica, è lavorare su alcuni progetti molto condivisi» su «obiettivi di peso» e «la nostra voce in capitolo sarebbe significativamente diversa». «Ogni tanto - ha osservato l’ad di Mutti - ci sentiamo tirare per la giacchetta quando c’è una necessità distributiva». «Secondo me - ha argomentato inoltre Mutti - come filiera potremmo fare veramente tanto». Mutti ha ricordato che «come filiera del pomodoro, una tra le più povere, in 10 anni siamo riusciti a fare una filiera e siamo riusciti a portare degli elementi di valore in un deserto culturale». «Secondo me se riuscissimo, con la progettualità di ognuno, a creare qualcosa e anche a darci degli obiettivi di peso, per una filiera che ha peso sul Pil nazionale, la nostra voce in capitolo potrebbe essere significativamente diversa e potremmo migliorare ulteriormente alcuni aspetti, sia a livello legislativo che dal punto di vista esecutivo», che alla fine si traducono «nella capacità di portare migliori prodotti e sempre più alta qualità con una incidenza sempre più bassa rispetto alla capacità di spesa del nostro consumatore» ha concluso.