Roma, 24 ott. (Adnkronos Salute) - «La vaccinazione non è solo una misura individuale di protezione, ma un vero e proprio investimento per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale». Lo ha detto Roberta Siliquini, professore ordinario di Igiene all’università di Torino e past president Società italiana di igiene, in occasione del Congresso Siti in corso a Bologna, osservando che «un quarto degli anziani convive con almeno 2 patologie croniche». In questa popolazione «vaccinarsi significa prevenire malattie che possono avere un impatto importante sulla salute individuale e sull’intero sistema sanitario, riducendo ricoveri e liste d’attesa».
Non solo i vaccini stagionali come quelli per l’influenza e Covid-19, ma anche quelli contro pneumococco e Herpes zoster, contribuiscono a evitare complicanze e a migliorare la qualità della vita. «Le vaccinazioni - rimarca Siliquini - sono un presidio fondamentale per mantenere efficiente la sanità pubblica e per proteggere le persone più vulnerabili». In particolare, per pazienti oncologici, reumatologici o diabetici una semplice infezione può non solo avere esiti più gravi, ma anche compromettere la continuità delle terapie. «Pensiamo a un paziente diabetico: un’infezione può portare rapidamente a uno scompenso metabolico, aggravato dall’uso di farmaci che a loro volta interferiscono con il controllo della malattia», spiega l’esperta. Da qui l’importanza di vaccinarsi non solo contro influenza e Covid-19 - con vaccini specifici e ad alto dosaggio per chi ha difese ridotte - ma anche contro pneumococco e Herpes zoster. «La vaccinazione - conclude - è una misura semplice, ma determinante per preservare la salute e garantire continuità terapeutica alle persone più fragili».