
Roma, 27 mar. (Adnkronos Salute) - «Finora abbiamo tamponato e trattato l’iperparatiroidismo con dei surrogati. Ora abbiamo un farmaco giusto per questa patologia». Si tratta di «una terapia, palopegteriparatide, che sostituisce l’ormone» che è carente, «in modo adeguato. È un frammento di Pth, il paratormone, legato a un vettore che riesce a lavorare per 24 ore così garantisce non solo un’adeguata calcemia, ma anche la gestione delle comorbidità che il paziente può sviluppare nel tempo». Con le terapie in uso adesso, «calcio e calcitriolo, il paziente può andare incontro a nefrocalcinosi», l’eccesso di calcio depositato nei reni, e problemi ossei. Così Valentina Camozzi, specialista in endocrinologia, dirigente medico, professore a contratto Uoc Endocrinologia, dipartimento di Medicina, Azienda ospedale-università di Padova, partecipando al media tutorial organizzato oggi a Milano da Ascendis Pharma dedicato alla patologia rara.
"Aspettiamo la rimborsabilità di palopegteriparatide anche in Italia – prosegue Camozzi – In Germania è già disponibile" del resto la terapia «è stata approvata da Ema e Fda», cioè dalle Agenzie del farmaco europea e Americana. «Al momento dobbiamo comprare» questo farmaco. «Trovo che sia ingiusto - osserva - perché i pazienti ci sono: si tratta anche di giovani, di donne in cerca di una gravidanza, sportivi. Sono persone che hanno una vita davanti e che stiamo attualmente curando con trattamenti a base di calcio e calcitriolo, che devono prendere più volte al giorno, senza risultati garantiti: non è infatti escluso che questi pazienti debbano ricorrere al pronto soccorso per una crisi ipocalcemica. Ora abbiamo un prodotto nato ad hoc e che funziona molto bene. Aspettiamo la rimborsabilità», conclude.