Sanremo, Alotta: «Con il cancro per 2 volte, viva grazie al consiglio di 2 amiche»

AdnKronos - salute

Roma, 13 feb. (Adnkronos Salute) - «Ho avuto un incontro-scontro 2 volte con il cancro e sono salva per 2 amiche. Ecco perché la prevenzione è molto importante». Così la cantante Francesca Alotta, intervenendo questa mattina al talk show ’La prevenzione in dieci note’, organizzato a Casa Sanremo dal ministero della Salute, in collaborazione con la Rai e la direzione artistica del Festival di Sanremo, ha raccontato la sua esperienza.

"Nel primo caso - ricorda l’artista - non me n’ero accorta. Una mia amica invece" ha dato un consiglio che «mi ha salvato la vita. L’altra volta il professor Ascierto», presidente della Fondazione Melanoma e presente al talk, «mi ha salvato la vita perché», sempre «una mia amica, si è accorta, mentre ero andata in una trasmissione, che avevo un neo. Io non avevo mai creduto di avere questo problema dei nei, quindi non ho mai fatto una mappatura. Ero a Napoli per lavoro e mi hanno parlato di questo grande scienziato, che era il professor Ascierto, che è straordinario. Sono andata: effettivamente era un melanoma. Ho fatto il secondo intervento e, per fortuna, è stato preso in tempo».

La cantante di ’Non amarmi’, brano con cui vinse Sanremo nel 1992 insieme ad Aleandro Baldi per le nuove proposte, nel suo appello a fare «almeno una volta all’anno la mappatura» dei nei, che «non è invasiva e fastidiosa» e «salva la vita», raccomanda di fare anche tutti gli altri controlli, in particolare alle donne «per il seno e il pap test». Invitando a «non arrendersi», Alotta sottolinea l’importanza della prevenzione «che oggi si può fare» e, sul ruolo della musica, conclude: «Sono testimonial anche dell’Aism», Associazione italiana sclerosi multipla, «e conosco tantissime persone che cantano. Con la musica riescono a superare in maniera molto, molto più forte la malattia. Credo che la musica e l’arte in generale servano. Quindi l’hashtag ’la prevenzionein10note’ va benissimo, assolutamente, per tutti».