I trulli di Puglia: curiosità e segreti

Comunicato stampa AdnKronos - turismo

(Lecce, 21/10/2021) - Lecce, 21/10/2021 - Le strutture più tipiche e rappresentative della Puglia, famose in Italia e nel mondo, sono i trulli: si tratta di costruzioni di piccole dimensioni, prive perfino di fondamenta e create mediante sovrapposizione – senza calce – di blocchi di pietra. Queste costruzioni hanno un solo piano (con un’unica importante eccezione) e, a chiuderle in alto, si trova un cono di lastre calcaree, culminante a sua volta in un pinnacolo o comignolo.

A primo occhio, si potrebbe credere che tutti i trulli siano uguali tra loro. Le cose in realtà stanno diversamente: basta visitare i trulli in Puglia per rendersi facilmente conto di come queste strutture possano in realtà essere personalizzate e uniche, sempre diverse le une dalle altre. Il numero di nicchie interne, la loro posizione lungo le pareti, ad esempio, insieme al numero di pinnacoli e comignoli, sono tutti elementi che possono variare da un trullo all’altro, rendendo così estremamente ricche e suggestive le zone della Puglia dove sono presenti queste strutture.

Trulli: da Alberobello a Martina Franca

Parlare di trulli impone un riferimento quasi obbligato alla città dei trulli per eccellenza: Alberobello. Questo paese è stato ideato dai suoi fondatori proprio per essere costituito da soli trulli, nel cuore della foresta e della fitta vegetazione che, come si intuisce anche dal nome del borgo, secoli fa caratterizzava la regione barese. Nonostante la forte associazione tra i trulli e Alberobello (il suo distretto dei Monti, ad esempio, arriva a contare 1030 trulli), questi edifici caratteristici possono essere trovati anche altrove.

Infatti, non possono essere ignorate anche altre località della provincia di Bari, da Locorotondo a Monopoli, ricche di queste tipiche costruzioni; ancora, vari trulli possono essere visitati in provincia di Taranto, da Martina Franca a Grottaglie, o di Brindisi (quindi nella zona di Fasano e Francavilla Fontana). Queste costruzioni sono diffuse anche in Salento (dunque in provincia di Lecce), anche se qui sono conosciuti come gajare.

Alcune curiosità sui trulli

La città dei trulli, nell’immaginario italiano e mondiale, resta Alberobello: qui, si possono contare più di 1400 trulli (tra i 1030 del distretto dei Monti e i 400 del Rione Aja Piccola, le zone più rappresentative della città), adibiti ad abitazioni e non solo. Infatti, queste piccole costruzioni possono fare da casa per i loro abitanti, ma – complici le dimensioni solo apparentemente contenute e in realtà spaziose all’interno – non è raro che siano utilizzate anche come negozi di souvenir (soprattutto di prodotti tipici della zona). A chiudere via Monte Pertica, inoltre, si trova un trullo che è stato riadattato a chiesa, dedicata a S. Antonio.

La pietra che costituisce il trullo solitamente era posta senza calce sulle altre: il primo trullo edificato con l’utilizzo della calce, invece, risale al 1797 ed è conosciuto come la Casa d’Amore, oggi sede degli Uffici del Turismo di Alberobello. La costruzione di questo trullo, dalla struttura dunque più moderna rispetto agli altri, ha segnato l’inizio di una nuova vita – economica e sociale – per il paese dei trulli.

La struttura tipica del trullo – tra nicchie e comignoli – può subire numerose modifiche, al suo interno come all’esterno: in quest’ultimo caso, si può arrivare a parlare perfino di trulli siamesi, dotati di doppia facciata, focolare basso e doppi pinnacoli, ma privi di finestre. La storia dei trulli siamesi è tipica quanto la loro struttura: ad Alberobello, infatti, si lega la leggenda di due fratelli che – per amore della stessa donna e dunque per reciproca gelosia – avrebbero diviso la famiglia e il rispettivo trullo in due rami destinati a non condividere più lo stesso destino.

Infine, affacciandosi dai diversi punti panoramici che caratterizzano Alberobello (tra cui il rinomato Belvedere di Santa Lucia), si potrà notare facilmente una struttura che spicca tra le altre: l’unico trullo a due piani, il cosiddetto trullo sovrano, oggi museo unico nel suo genere, proprio perché dotato di un piano rialzato piuttosto che del soppalco tipico di tutti gli altri trulli.

Fatte le eccezioni dei trulli siamesi e del trullo sovrano, ad ogni modo, alcune caratteristiche dei trulli tornano di abitazione in abitazione: tra queste, il colore bianco delle loro pareti, che è un segno evidente di purezza. Tuttavia, non tutti sanno che spesso questo colore si combinava a simboli esoterici, di intento propiziatorio, che erano tipici delle costruzioni più antiche, di tradizione pagana, ebraica e cristiana.

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