I ricavi della Champions per le squadre italiane: tutte le cifre

Comunicato stampa AdnKronos - sport

(Adnkronos) -

Roma, 21/10/2021 - La Champions League 2021-2022 ha un valore superiore ai due miliardi di euro: il giro di denaro legato a una delle più grandi competizioni calcistiche è dunque in netta crescita, rispetto alle somme distribuite tra i vari club negli anni 2018-2021 (nel triennio in questione, la cifra erogata non si spingeva ancora fino ai due miliardi di euro).

Data questa importante premessa, è possibile calcolare i ricavi minimi garantiti alle squadre italiane coinvolte in questa stagione di Champions League (Juventus, Milan, Inter e Atalanta), tenendo presenti eventuali variazioni legate all’emergenza Covid-19 e ai diversi percorsi che seguiranno le squadre nel corso della competizione.

Per questa ragione, è possibile stimare i ricavi, ma non ancora estrapolare le cifre finali, calcolabili soltanto a Champions League chiusa e con la coppa in mano a uno dei 32 club coinvolti: in vista di questo momento, sono già state pubblicate le quote vincenti Champions 2021-22 su tutti i migliori siti scommesse stranieri.

Le somme di partenza

Come in altre edizioni, viene garantita una somma alle squadre partecipanti all’attuale stagione di Champions League: la base di partenza è fissata a 500,5 milioni di euro che, divisi tra i club partecipanti, garantisce a ognuno di essi 15,64 milioni (una somma in aumento, in coerenza con l’aumento del totale di euro investiti nella competizione).

Un’altra somma (in questo caso pari a 600,6 milioni di euro) è distribuita tra le partecipanti in base al ranking UEFA decennale, ossia al coefficiente, che si calcola partendo dal risultato ottenuto dalle singole squadre nell’ultimo decennio nelle competizioni europee. Si segnala dunque un ricavo maggiore per la Juventus (con 30,7 milioni), seguita da Milan (17,1 milioni) e Inter (15,9 milioni); in coda, l’Atalanta, con 4,5 milioni di euro.

La variabile del market pool

Un’ulteriore quota da dividere tra le varie squadre è pari a 300,3 milioni, che la UEFA ha programmato di dividere in base alle quote del mercato televisivo di ciascun Paese. Subentrano, in questo calcolo, elementi come i diritti televisivi legati a ciascuna federazione calcistica e la somma che UEFA ha stimato opportuno dividere tra i club è pari, appunto, a 300 milioni, che costituiscono il market pool.

La cifra totale del market pool va comunque divisa in due parti: la prima metà viene calcolata in base alle performance e ai risultati ottenuti dalle squadre nel campionato nazionale; la seconda metà è divisa in base al numero di match giocati dalle diverse squadre nel corso dell’attuale stagione di Champions League 2021-22.

Guardando nel dettaglio le percentuali relative alla prima metà del market pool, le squadre italiane dovrebbero ripartirsi la somma secondo lo schema:

- Inter: 40%

- Milan: 30%

- Atalanta: 20%

- Juventus: 10%

In questo caso, la quota destinata alle squadre italiane è in lieve contrazione rispetto a quella loro riservata nella Champions League 2018-21 (40 milioni contro i 50 della scorsa edizione).

La seconda quota del market pool, invece, oltre che una certezza è, allo stesso tempo, una variabile dipendente dal numero di match effettivamente giocati dalle squadre italiane in corsa per la coppa: giocando al ribasso e immaginando uno scenario estremamente sfavorevole per i club italiani, dunque, il ricavo minimo ammonterebbe a 2,7 milioni di euro per squadra, da sommare all’altra metà del market pool.

I ricavi minimi delle squadre italiane

Avendo raccolto tutte le quote da sommare, tra quota iniziale, ranking storico e market pool, sarà facile calcolare il ricavo minimo per ogni squadra italiana partecipante alla Champions.

In coda, si colloca l’Atalanta, che totalizza un ricavo minimo di 26,9 milioni di euro. Una spanna sopra, invece, si posizionano Milan (41,4 milioni) e Inter (42,3 milioni). In cima, la Juventus, sebbene penalizzata dalla prima quota del Market Pool, si assesta su un ricavo minimo di 51,1 milioni di euro.

Tutti i numeri della UEFA Champions League sono dunque in aumento, anche se a conti fatti sarà necessario calcolare anche una detrazione di 83,3 milioni legata all’impatto dell’emergenza Covid-19, ripartita ovviamente in base ai redditi delle singole squadre. Tutto è ancora da definire: sarà possibile calcolare il totale soltanto al termine di questa stagione di Champions.

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