Team di ricerca italiano ha sviluppato dei cerotti per la salvare i coralli dall’estinzione

Un team di ricerca italiano ha messo appunto dei cerotti di ultima generazione in grado di supportare le popolazioni di coralli minacciate dall’estinzione.

Una delle principali cause dell’inquinamento atmosferico tanto discusso negli ultimi mesi è l’eccessiva emissione di CO2 nell’atmosfera. L’aumento esponenziale di questo gas all’interno dell’atmosfera interferisce con l’equilibro che governa diversi processi naturali. Uno di questi è l’acidificazione degli oceani: una volta entrata in contatto con l’acqua, la CO2 reagisce rendendo mari e oceani più acidi.

Gli organismi marini risentono profondamente di questa variazione impercettibile all’uomo, soprattutto i coralli che ne risultano decisamente più indeboliti e meno pronti a difendersi da attacchi di batteri e virus. Si contano fino a 40 malattie letali per i coralli dovute all’attacco da microrganismi. Non è un caso che negli ultimi 30 anni il 50% dei coralli sia morto e che, alcuni mesi fa, la grande barriera corallina australiana sia stata considerata praticamente agli sgoccioli della sua vita.

La scoperta dei ricercatori italiani

Il problema è enorme perché si ripercuote su tutto l’ambiente marino e i suoi abitanti, inoltre il tempo a nostra disposizione per risolverlo è molto poco. Di questo e di tanti altri problemi connessi alla vita marina si occupa il MaRHE Center (Marine Research and High Education Center) dell’Università di Milano-Bicocca e situato alle Maldive. Il centro di ricerca, insieme all’istituto italiano di tecnologia, ha testato e dimostrato l’efficacia di dispositivi simili a cerotti per coralli. Successivamente ha ufficializzato e documentato quanto fatto e scoperto sulla rivista scientifica Nature.

Dopo aver diagnosticato le malattie che colpiscono una determinata popolazione di coralli, si potranno usare questi cerotti biodegradabili per curarli. Il meccanismo d’azione è simile a quello dei cerotti umani: il dispositivo sarà imbevuto di farmaci, antibiotici, antiossidanti o, in generale, qualsiasi supporto chimico si possa fornire al corallo. Il rilascio lento e mirato di queste sostanze permetterà al corallo di rinforzarsi e resistere all’attacco di microrganismi patogeni la cui proliferazione è facilitata dalla debolezza del corallo.

I test

I cerotti smart sono stati testati per 10 giorni in acque chiuse e per 4 mesi nell’oceano in prossimità dell’arcipelago delle Maldive ed in entrambi i casi hanno dimostrato la loro efficacia. I test sono stati condotti sulla specie Acropora muricatea, una delle tante specie di coralli a rischio estinzione. Questa novità potrebbe rappresentare un punto di svolta nella conservazione dei coralli, fino ad ora, infatti, non avevamo a disposizione degli strumenti concreti per fermare il crollo della loro popolazione se non l’eradicazione di colonie colpite da infezioni o altri problemi.

Il team di ricerca proseguirà il suo studio individuando altre possibili applicazioni di questi cerotti smart, non necessariamente nel mondo acquatico. Va comunque sottolineato, a scanso di equivoci, che tutto ciò non permette di risolvere il problema dell’acidificazione degli oceani, ma semplicemente di rendere i coralli, indeboliti da questa condizione, più resistenti all’attacco di virus e batteri.