Autore: B.A

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Tasse su lavoro e pensioni: Romania e Italia hanno convenzione contro la doppia imposizione

Trasferirsi in Romania per pagare meno tasse, ecco le regole.

Ormai è un caso molto frequente vista la libera circolazione dei lavoratori tra stati membri della UE, ritrovarsi con ex lavoratori e neo pensionati, che hanno pensioni pagate dallo Stato in cui hanno lavorato e che si trovano nel dubbio relativo al Paese a cui devono pagare le tasse. La questione della residenza fiscale è molto importante, perché spesso esiste il problema della doppia imposizione, cioè del pagamento delle tasse sia nel Paese che eroga le pensioni che in quello in cui la si riceve e si risiede. Un caso molto diffuso per cittadini della Romania, vista la folta comunità di rumeni che vengono in Italia a lavorare. Vediamo di chiarire quanto più possibile le regole da rispettare.

Cosa succede per chi risiede in Romania

Diventare fiscalmente residenti in Romania sottintende l’obbligo di pagare le tasse nello Stato in cui si risiede, pertanto proprio in Romania. Anche se la pensione percepita è erogata dal’Inps per via degli anni di lavoro svolti in Italia, per via del divieto di doppia imposizione, le tasse non vanno versate allo Stato italiano.
Tra Romania e Italia infatti, è stata sottoscritta una convenzione che vieta di tassare due volte una pensione, cioè con tassazione alla fonte ed all’arrivo.

Tasse agevolate in Romania

Tra l’altro, in Romania si applica una tassa agevolata, una specie di flat tax che per i pensionati è del 10%. Come dicevamo in premessa, occorre trasferire la residenza in Romania, anche quella fiscale. Ma come si fa a trasferire la residenza in Romania e riuscire a risparmiare sulle tasse da pagare sulla propria pensione? Una cosa che occorre sottolineare, se il richiedente è un cittadino italiano che desidera trasferirsi in Romania è che la semplice iscrizione all’Aire non basta. Anche vivendo in Romania, ma con iscrizione all’Anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero, non si ha diritto all’imposizione al 10% prevista dallo stato balcanico.
Anche in Romania è stato predisposto un modello da compilare dal richiedente e che stabilisce le regole da rispettare per scegliere in quale paese un soggetto è fiscalmente residente. Il Codul Fiscal rumeno, l’alter ego del nostro Codice Tributario, ha previsto quindi una soluzione a questa diatriba, sulla falsariga del modello Ocse, il Tie Break Rules.
Nello specifico il modello è un semplice questionario dove andranno indicati i luoghi e gli stati dove si detengono come proprietari, immobili come case, terreni e fabbricati in genere. Inoltre, occorre indicare le eventuali attività che si svolgono in Italia o in Romania.
Solo dopo aver provveduto ad inviare il questionario, le autorità rumene potranno verificare le condizioni utili a diventare cittadino rumeno anche dal punto di vista fiscale. Una operazione che nell’arco di 90 giorni si espleta. Solo dopo il nulla osta il Fisco rumeno emetterà certificazione che consente al soggetto interessato di poter essere considerato a tutti gli effetti un soggetto fiscalmente residente in Romania. In questo modo, la pensione sarà tassata in Romania secondo gli accordi contro la doppia imposizione. Il risparmio in termini di tasse è piuttosto rilevante, perché dal punto di vista della tassazione, ogni 100 euro che si paga in Italia sulle pensioni, in Romania se ne risparmiano circa 50.