Autore: Marco Della Corte

22
Mag

Saint Seiya: perché Pegasus è il protagonista della storia?

Seiya di Pegasus è il protagonista dell’anime Saint Seiya, conosciuto in Italia con il titolo de I cavalieri dello zodiaco.

Il fulmine di Pegasus è sicuramente una delle mosse più celebri utilizzate da Seiya di Pegasus nel manga e nell’anime di Saint Seiya. Forte della sua passione per la mitologia greca, il mangaka Masami Kurumada creò negli anni ’80 un’opera di genere shonen (azione) ambientata nel nostro modo, caratterizzato tuttavia da peculiarità palesi, su cui gli affezionati ne corso del tempo ci hanno fatto anche ironia. Se notate, in Saint Seiya metropoli come Tokyo sono assai rare, in quanto gran parte dello scenario è caratterizzato da paesini o piccoli villaggi in cui le persone vivono allo status medioevale (vedi ad esempio Asgard o i poveracci che abitano nei quartieri periferici di Atene).

Eppure, l’universo epico di Saint Seiya, pur essendo un mix di epoche e culture diverse, è anche un mondo impermeato da un forte misticismo, in cui filosofia orientale, cristianesimo e l’antica religione greca si uniscono dando vita ad una realtà «alternativa» che ricorda molto la nostra società, ma che allo stesso tempo se ne allontana per più di una differenza. Una cosa simile accade anche in serie come Dragon Ball o Hunter X Hunter. Tuttavia dopo questa simpatica digressione arriviamo all’argomento principale del nostro articolo: come mai Seiya è il protagonista dell’opera di Kurumada?

Saint Seiya: Pegasus nella leggenda

La leggenda di Saint Seiya sopravvive ancora oggi a più di 30 anni dalla pubblicazione del primo capitolo del manga in Giappone sul settimanale Weekly Shonen Jump. Si ricordi, ad esempio, il recente remake in CGI disponibile su Netflix. Seiya di Pegasus è il protagonista della storia per una pura casualità, a chiarirlo è stato proprio Masami Kurumada. Come sappiamo, ogni cavaliere ha il potere di una costellazione. In tutto sono state 88 le costellazioni disponibili da parte del mangaka per la creazione dei suoi personaggi principali: Seiya, Crystal, Sirio, Andromeda e Phoenix. Tuttavia, Kurumada, nel corso di una vecchia intervista, fece notare come le costellazioni disponibili non fossero proprio 88, in quanto alcune dovette scartarle, come quelle della Bussola e della Macchina Pneumatica destinate a Pyxis e Antlia. Oltre a queste, l’autore scartò anche i 12 segni zodiacali che spettavano ai cavalieri d’oro.

Alla fine della selezione, Masami Kurumada decise di utilizzare solamente una decina di costellazioni. Tra queste, ovviamente, la costellazione di Pegaso, Andromeda, Dragone Cigno e Fenice, lasciandone fuori altre cinque. Le rimanenti furono assegnate ad altri cavalieri di secondaria importanza come Ichi, Jabu ecc. È bene denotare come proprio Jabu avrebbe potuto essere il protagonista della serie, ma alla fine venne scartato per il suo carattere irruento. Il ruolo quindi venne dato a Seiya e se notiamo, la scelta del maestro Kurumada si rivelò alla fine vincente.

Trama dell’opera

Secondo la leggenda, nei periodi più critici in cui l’umanità si trova ad un passo dall’estinzione, la dea Atena si reincarna in una fanciulla per portare pace, speranza e salvezza, contrastando le forze del male. La dea della giustizia e della guerra santa può contare sull’aiuto di valorosi guerrieri, denominati Saint. I cavalieri dello zodiaco sono guerrieri nobili, devoti ad Atena e pronti a sacrificarsi per un bene superiore. Protagonista della storia è Seiya, un ragazzo alla ricerca di sua sorella Patricia, da cui venne separato quando i due erano ancora bambini.