Autore: B.A

21
Feb

Evasione fiscale colf e badanti? Ecco cosa controlla Agenzia delle Entrate

Ecco le iniziative del Fisco indirizzate a scovare gli evasori fiscali del lavoro domestico.

Il settore lavorativo di colf, badanti, maggiordomi o baby sitter, cioè il lavoro domestico, è uno dei più soggetti a irregolarità. C’è il datore di lavoro che eroga stipendi più bassi rispetto a quelli spettanti, o che assume lavoratori in livelli non corrispondenti a quelli che dovrebbero essere. O ancora, datori di lavoro che sfruttano lavoratori con orari di lavoro superiori a quelli minimo previsti. Tutte situazioni molto frequenti a cui si deve aggiungere anche il diffuso utilizzo del lavoro nero.

Ma non ci sono irregolarità addebitabili solo al datore di lavoro. Infatti molti diffusa è l’evasione fiscale del lavoratore domestico, spesso un fantasma per il Fisco italiano dal momento che non paga le tasse sui redditi che produce. Da anni lo Stato ha di fatto dichiarato guerra a questi episodi, aumentando o controlli e le iniziative volte al contrasto di questo fenomeno. Ma come fa il Fisco a controllare e sanzionare questi comportamenti fiscali illegali? Ecco tutto ciò che c’è da sapere dal punto di vista dei lavoratori.

Controlli serrati

I controlli per scovare gli evasori fiscali, anche è soprattutto nel settore domestico sono interforze . Se ne occupano in sinergia di attività, la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Entrate e l’Inps. E ciò che emerge da questa attività di controllo è che sono tanti i lavoratori domestici che omettono di dichiarare redditi e di pagare le imposte dovute. Che sia fatto di proposito o per scarsa informazione, l’evasione fiscale nel settore è un autentico fenomeno, con le notizie di cronaca che quotidianamente o quasi, riportano di lavoratori stanati e puniti dalla Guardia di Finanza.

Le autorità addette ai controlli seguono le tracce del lavoratore che viene messo sotto controllo. Ci sono numerosi strumenti utili per il Fisco italiano, atti ad individuare chi non paga le tasse. Da diversi anni, sono stati creati strumenti che vengono utilizzati per la generalità dei contribuenti e quindi anche per i lavoratori domestici. Parliamo di spesometro, risparmiometro e Super Anagrafe dei Conti Correnti.

La Guardia di Finanza utilizza i dati presenti nella banca dati di Agenzia delle Entrate e in quella dell’Inps. Grazie all’incrocio dei dati, per le Fiamme gialle è facile individuare lavoratori su cui ci sono contributi previdenziali versati, eventuali buste paga e certificazioni uniche emesse, ma dal quale non risultano presentati modello 730 e modello Unico, cioè le dichiarazioni dei redditi. I controlli da questo punto di vista partono in automatico, a campione naturalmente, perché è assai complicato per gli organi di controllo passare al setaccio l’intero universo dei lavoratori.

Il contribuente sbaglia comportamento

Capita spesso che sia lo stesso lavoratore a calamitare i controlli del Fisco sul suo nominativo. Per esempio, ci sono soggetti che richiedono prestazioni assistenziali e agevolazioni di cui non avrebbero diritto o che aprono di fatto una segnalazione al Fisco italiano. Magari si richiede l’Isee, per avere sconti sulle bollette energetiche, per accedere alle agevolazioni di mensa e libri per i figli studenti o addirittura, per avere sussidi o benefit.

In questo modo, il fantasma per il Fisco diventa meno fantasma, perché l’incrocio dei dati può portare alla luce il fatto che il lavoratore che ha chiesto l’Isee, indicando il reddito per la sua attività lavorativa, non ha mai presentato dichiarazione dei redditi. Soprattutto quando si richiedono agevolazioni e prestazioni assistenziali, finire sotto la lente di ingrandimento del Fisco è assai facile.

Sempre grazie all’incrocio dei dati presenti nelle banche dati, viene rilevato facilmente anche colui che dichiara redditi inferiori a quelli effettivamente percepiti. Una pratica questa, utilizzata per restare nella zona della no tax area, che non fa pagare le tasse ma che da comunque diritto ad accedere alle più svariate prestazioni assistenziali.

Soldi all’estero, soldi spesi e soldi risparmiati

Un altro atteggiamento che di fatto è una autodenuncia di un lavoratore evasore riguarda lo stile di vita adottato. Sotto controllo i Money transfer, cioè gli strumenti con i quali i lavoratori domestici di nazionalità diversa da quella italiana, mandano soldi all’estero. Banche e soggetto autorizzati ai Money transfer, sono soggetti all’obbligo di comunicazione all’agenzia fiscale, dei trasferimenti di danaro dall’Italia versi l’estero. La spia rossa di allarme può scattare anche quando si mandano i soldi ai figli rimasti nel Paese di provenienza di badanti e colf.

E lo stesso può accadere portandoli fisicamente all’estero. Ai valichi di confine infatti, sovente scattano controlli e perquisizioni della Guardia di finanza, per controllare attività illecite ed anche per verificare trasferimenti di danaro liquido sospetti. E molto importanti sono i comportamenti che si tengono dal punto di vista degli acquisti e delle spese. Lo spesometro è uno strumento che il Fisco usa per controllare presunte evasioni. Se si spende di più di quanto si guadagna o se le spese si discostano in maniera anomala, per più del 20% rispetto ai parametri imposti, scatta l’allarme e si può finire sotto la lente di ingrandimento.

Acquisto di auto, ma anche soggiorni in hotel e sorte per la cura delle persone sono tra le spese che spesso fanno scattare l’allerta. Consumi sotto controllo, con il Fisco che ha un elenco di 100 tipologie di acquisti che possono essere considerati sospetti. Ma anche gli investimenti sono un fattore di rischio, da acquisti o ristrutturazioni di immobili al contrarre polizze assicurative e altri prodotti finanziari di investimento e previdenza. Infine, i risparmi, perché può essere considerato sospetto il non consumare i soldi guadagnati, cioè se i risparmi sono eccessivi rispetto a quanto guadagnato. La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate hanno accesso da questo punto di vista, anche all’anagrafe delle banche, dove sono censiti tutti i contribuenti e dove è facilmente riscontrabile quanti soldi in banca hanno depositati.