Caso Denise Pipitone, l’ultimo appello di mamma Piera: «Voglio la verità»

Caso Denise Pipitone, l'ultimo appello di mamma Piera: «Voglio la verità»

Piera Maggio ha lanciato un nuovo appello per ritrovare la sua amata Denise

Dopo la vicenda della ragazza russa, Olesya Rostova, è ritornato al centro dell’attenzione mediatica la scomparsa della piccola Denise Pipitone. In questi giorni non si parla d’altro e Piera Maggio ha lanciato un nuovo appello.

Caso Pipitone, parla la madre Piera Maggio: «Voglio riabbracciare Denise»

Ospite in collegamento a Mattino Cinque, la mamma di Denise Pipitone ha lanciato un nuovo appello: il caso della piccola scomparsa nel 2004 da Mazara del Vallo andrebbe riaperto. «Ci sono state troppe anomalie. È quello che ho detto in tutti questi anni, mi sono battuta affinché uscisse fuori la verità».

Lei e il papà di Denise, Piero Pulizzi, vogliono riabbracciare la loro bambina e anche se sono passati 17 anni, non smettono di sperarci. La donna ha ringraziato la pm che all’epoca era incaricata alle indagini che ha espresso dubbi su come è stata condotta l’inchiesta.

«Mi ha rincuorato tantissimo, a dimostrazione di quello che abbiamo sempre detto e sempre saputo», spiega mamma Piera, "tutto questo non ci è nuovo: finalmente la dottoressa Maria Angioni ha messo un punto a questa situazione. Quelle anomalie sono uscite nel processo di primo grado ma non sono state attenzionate come era doveroso fare”.

Denise Pipitone è frutto di un rapporto extraconiugale tra Piero Pulizzi e Piera Maggio. Inizialmente, le indagini avevano individuato i presunti autori del rapimento della bambina. Sono Anna Corona, ex moglie di Pulizzi, la loro figlia Jessica e il suo fidanzato Gaspare Ghaleb. Ma nel 2017 la Cassazione ha respinto l’ipotesi di un loro coinvolgimento perché non vi sono prove schiaccianti per accusarli.

Piera Maggio a Federica Panicucci ha spiegato che in tutti questi anni molte persone hanno lavorato con amore per ritrovare la sua bambina ma altre non erano preparate ad affrontare un caso così travagliato: «Non hanno fatto si che le verità emergesse», prosegue Piera Maggio. Ed ha lanciato un nuovo appello: «Parlo anche delle persone che hanno testimoniato il falso nel processo di primo grado. Mi rivolgo a loro, anche in forma anonima, che parlino: verranno tutelate».

Poi si è rivolta alla guardia giurata che nell’ ottobre del 2004 aveva visto Denise a Milano insieme ad un gruppo di nomadi. Felice Grieco era presente in studio. Piera Maggio gli ha detto di non essere arrabbiata con lui se non è riuscita a fermare la bambina, ammettendo anche che probabilmente non è colpa sua: «Magari è stato preso sottogamba dalle volanti, magari non si aspettavano un avvistamento a Milano - ha detto la donna - in questa storia ci sono troppi magari, ma io credo che Felice debba stare sereno perché ha fatto quello che poteva e nessuno deve attaccarlo».

Piera Maggio e l’appello affinché i riflettori su Denise rimangano accesi

Le parole della mamma di Denise arrivano dopo giorni intensi e difficili per lei e tutta la sua famiglia. La storia della ventenne russa Olesya Rostova si è rivelata l’ennesimo buco nell’acqua. Questa vicenda è stata troppo strumentalizzata dai media e ieri, nella puntata di Chi l’ha Visto?, ha spiegato che per accelerare i tempi ed evitare un teatrino televisivo, è stato chiesto il gruppo sanguigno per sapere se quella ragazza fosse davvero sua figlia.

«A me interessava sapere solo se la ragazza russa era mia figlia, solo dopo abbiamo messo tutto in mano alla procura, se poi questa ragazza ha voluto sfruttare la situazione a noi non interessa». Ma grazie a questa storia, i riflettori si sono riaccesi su Denise Pipitone e a gran voce la famiglia di Denise chiede aiuto a tutti a mobilitarsi per ritrovarla.