Autore: Luca Secondino

Italia - Vulcano

18
Mag

Vulcano dei Campi Flegrei, pericolo eruzione?

Nei pressi di Napoli c’è un vulcano che potrebbe risvegliarsi, e non è il Vesuvio. Il pericolo di un’eruzione è dovuto al vulcano dei Campi Flegrei.

Il vulcano dei Campi Flegrei, secondo un recente studio, potrebbe risvegliarsi. Per ora, l’allerta è ancora a livello giallo, che necessita quindi di costante monitoraggio da parte degli istituti scientifici di vulcanologia, ma si parla già di pericolo eruzione, ancora difficile da prevedere, che porta gli abitanti della zona a cercare con apprensione le ultime notizie sullo stato del vulcano.

I Campi Flegrei sono notoriamente una delle aree a maggior rischio vulcanico d’Italia. Il nome stesso deriva dal greco flego, ardere, un segno che l’attività geologica della zona ha origini lontanissime nel tempo. Oltre al Vesuvio, posto a sud di Napoli, a nord c’è quello che alcuni chiamano il supervulcano, da tempo inattivo ma che negli ultimi anni è entrato in una fase critica.

Il vulcano dei Campi Flegrei è tornato al centro dell’attenzione grazie a uno studio condotto dall’Osservatorio vesuviano dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) della sezione di Napoli insieme all’University College di Londra, che è stato pubblicato sulle pagine della rivista Nature Communications.

I dati presi in considerazione sono l’attività sismica nella zona e l’innalzamento del suolo, chiari segni che possono aiutare a formulare un modello per prevedere se il vulcano dovesse diventare un vero e proprio pericolo, e l’entità di un’eventuale eruzione. Dallo studio è emerso come il vulcano dei Campi Flegrei stia attraversando una fase critica simile a quella che precedette l’eruzione del 1538 e che fece nascere il Monte Nuovo.

Il vulcano dei Campi Flegrei è davvero un pericolo? C’è la possibilità di un’eruzione imminente? Lo studio chiarisce i quesiti e il modello definisce i rischi.

Vulcano: Campi Flegrei in pericolo?

Il livello di allerta resta giallo dal 2012, le autorità sono invitate a iniziare a pensare ai piani di evacuazione in caso di eruzione, anche se, per ora, dall’Osservatorio garantiscono che non c’è nulla di imminente.

Quello prodotto da Ignv e University College di Londra è infatti un modello che permette di preventivare ciò che potrebbe accadere in caso di un’eruzione, ma non è detto che questa avvenga, nonostante l’agitazione del vulcano sia evidente.

Nello studio si parla di supervulcano perché nel caso in cui si risvegliasse, potrebbe avere un’eruzione altamente esplosiva e rilasciare migliaia di chilometri di magma che si riverserebbero in tutta la zona, altamente popolosa.

Il suolo si alza di alcuni millimetri al mese e gli eventi sismici si fanno sempre più frequenti, ma non per questo l’eruzione sarà imminente. Del resto, segnali simili si hanno dalle testimonianze di secoli fa, e precedettero l’eruzione di circa un secolo. In ogni caso, anche se un’eventuale eruzione dovesse esserci tra 90 anni, è bene che le autorità inizino a pensare a eventuali piani di evacuazione a lungo termine, in modo da evitare disagi e stragi.

Vulcano dei Campi Flegrei, si può prevedere l’eruzione?

Gli studiosi spiegano che non è facile prevedere quando ci sarà e se ci sarà un’eruzione. Per questo motivo è importante studiare ogni dato a disposizione: al momento il tasso di sismicità e i cambiamenti del suolo possono aiutare a misurare fino a che punto le rocce vulcaniche possono sostenere lo stress. Una volta che si crea una crepa, questa facilita la risalita del magma.

Proprio il sollevamento della terra potrebbe essere dovuto a liquidi sotterranei che aumentano la pressione a causa del magma che si avvicina, e un innalzamento di altri 5 metri potrebbe portare a un concreto pericolo di eruzione.

Tuttavia, al momento non si conosce lo stato del magma sotto terra, e per valutarlo saranno necessarie perforazioni fino a 4 km di profondità, per consentire uno studio più approfondito sulle condizioni del vulcano.