Autore: Elisabetta Elia

Manifestanti - Catalogna - Referendum

10
Ott

Catalogna: verrà proclamata l’indipendenza oggi a Barcellona?

In molti si stanno chiedendo, in queste ore, se oggi a Barcellona verrà proclamata l’indipendenza della Catalogna. Alle 18.00, infatti, si riunirà il parlamento catalano.

Catalogna, Barcellona, giorno 10 ottobre, ore 18.00: la Generalitat – il parlamento catalano – si riunisce nella capitale della regione per discutere il da farsi dopo il referendum dello scorso 1° ottobre. Alcuni si domandano: verrà proclamata l’indipendenza, oggi, a Barcellona?

In realtà, la questione non è semplicemente bianca o nera, ma ci sono numerose sfumature che aprono a diversi scenari. In attesa di sapere la decisione del parlamento catalano e del suo presidente Carles Puigdemont, ipotizziamo cosa potrebbe succedere in Catalogna oggi.

Verrà proclamata l’indipendenza della Catalogna? Dubbi e alternative

Molti – fra cittadini catalani e spettatori da tutto il mondo – guardano alla giornata di oggi come ad un momento decisivo, in cui l’indipendenza della Catalogna potrebbe essere dichiarata unilateralmente, senza l’approvazione di Madrid.

In realtà, che oggi avvenga la proclamazione dell’indipendenza della Catalogna è soltanto uno dei possibili scenari. Non è da dare per scontato, invece, che altre ipotesi si concretizzino.

Molti affermano che il presidente Puigdemont potrebbe optare per il rinvio di sei mesi della decisione, per avere più tempo e gestire meglio la situazione.

L’ipotesi di un prolungamento dei tempi dell’indipendenza catalana è la più plausibile, tanto più che El Pais ha reso pubblico il piano dei secessionisti per l’indipendenza: un progetto lungo e a tappe, che prevede la formazione di un governo transitorio nel 2018 e il raggiungimento dell’indipendenza nel 2022.

Del resto, la stessa sindaca di Barcellona Ada Colau ha dichiarato che è importante muoversi con cautela, senza causare strappi con il governo spagnolo.

L’indipendenza della Catalogna: chi la ostacola?

Il governo spagnolo ha fin dall’inizio ostacolato lo svolgimento di questo referendum e tuttora continua a rifiutarne l’esito (e, con esso, una possibile indipendenza della regione catalana).

Ad esempio, proprio ieri mattina Pablo Casado, vicepresidente del Partito popolare (che è il partito del primo ministro Rajoy) ha dichiarato: “Speriamo che domani non dichiari nulla, perché rischia di finire come chi lo ha fatto 34 anni fa”. Il riferimento è a Lluis Companys i Jover, un politico indipendentista catalano che negli anni ’30 proclamò l’indipendenza della Catalogna e venne per questo arrestato e fucilato.

Anche altre figure politiche del governo spagnolo hanno lasciato dichiarazioni in cui fanno intendere che saranno disposte a tutto pur di evitare che l’indipendenza della Catalogna si concretizzi.

Molte aziende, inoltre, stanno lasciando la regione per stabilirsi a Madrid e Valencia, mentre parte della popolazione spagnola ha manifestato a favore dell’unità della Spagna. La tensione, dunque, resta alta.