Autore: B.A

19
Mag

Sale il prezzo del caffè e del taglio di capelli, ecco gli effetti delle riaperture

Bar, ristoranti, alimentari e parrucchieri, aumenta tutto nel primo giorno di riaperture.

Riaperture con rincaro prezzi, questo ciò che è emerso dopo il primo giorno di riaperture di numerose attività che da oltre due mesi erano chiuse a causa del lockdown. Caffè, alimentari e parrucchieri salgono di prezzo, lo sottolinea un articolo di approfondimento economico a cura del «Corriere della Sera», che presenta una autentica guida ai rincari.

Come è andata la riapertura

Dopo oltre due mesi di chiusura, ieri 18 maggio, hanno riaperto numerose attività commerciali che erano rimaste chiuse per via del lockdown imposto dal governo per l’emergenza sanitaria e per il contenimento del coronavirus. Riaperture all’insegna della sicurezza, con varie misure da rispettare per bar, ristoranti, parrucchieri e negozi. Il ritorno alla normalità deve ancora attendere, come è normale che sia, perché l’emergenza è tutt’altro che terminata.

Nel frattempo, il primo giorno di riapertura ha fatto emergere un primo interessante dato. Parliamo del rincaro dei prezzi, perché segnalazioni hanno messo in luce che molte delle cose che da ieri si è tornato a comprare, costano di più rispetto a prima del lockdown.
Come dicevamo, il «Corriere della Sera» ha prodotto una analisi, partendo dalla colazione al bar, una delle cose che sembra sia maggiormente mancata a molti italiani.

A Milano, dove è stata fatta l’analisi del quotidiano, il caffè ed il cappuccino sono passati da 0,90 centesimi e da un euro, a, rispettivamente, 1,30 ed 1,40 euro. Naturalmente parliamo di prezzi medi, perché dove costava già di più prima della pandemia, cioè nei locali del centro, una tazzina di caffè ieri si pagava 2 euro.

Il Codacons monitora la situazione

Le associazioni dei consumatori sono in allerta, nel controllare che gli esercenti non vogliano fare ricadere sui prezzi, l’idea di recuperare parte dei ricavi perduti durante i mesi di chiusura.

Il Codacons parla di casi isolati rispetto a questi aumenti dei prezzi.
Comunque la nota associazione è in azione per monitorare questi aumenti, perché numerose sono le segnalazioni che hanno sottolineato anche l’aumento dei prezzi di un taglio di capelli piuttosto che di una messa in piega.

Le segnalazioni non riguardano solo Milano naturalmente, ma sono diffuse in molti altri posti in Italia. Per esempio, pare che in Veneto, nella sola città di Vicenza, circa 50 baristi si sono accordati per portare il caffè ad 1,30 euro ed il cappuccino ad 1,80.

Anche a Roma sembra che il caffè sia arrivato ad 1,70 euro. Ed anche i saloni da barbiere e parrucchiere in tutta Italia hanno ritoccato i prezzi. La giustificazione da parte di qualche titolare di queste attività è che l’aumento sia necessario per fronteggiare l’aumento dei costi di gestione di queste particolari tipologie di attività. Il riferimento è alle tovagliette, ai grembiuli, alle mascherine e ai guanti monouso, oltre ai prodotti di sanificazione.

Aumenta tutto quindi, anche le nuove riaperture seguono il trend preso dai negozi di generi alimentari. Questa dei beni di prima necessità è l’area che più monitorano le associazioni di tutela dei consumatori. Sugli alimentari i dati Istat sono allarmanti, perché durante il lockdown, queste attività che sono rimaste aperte, hanno aumentato i prezzi in maniera considerevole.
Il prezzo del cibo è salito del 2,8% in media. Ma ci sono città dove i prezzi sono schizzati alle stelle, come Caltanissetta (+5,7%), Trieste (+5,3%) e Palermo (+4,8%). Rincari sul cibo che per Codacons valgono 536 euro di surplus di per le famiglie.