Reddito inclusione per 400 mila famiglie, ma i poveri sono 4,5 milioni. Il paradosso italiano

Il reddito di inclusione potrebbe essere in arrivo per 400 mila famiglie. Il problema? Gli italiani in condizioni di povertà sono molti di più. La misura sarà utile?

Reddito di inclusione e povertà in Italia: la misura sarà davvero utile? - Il reddito di inclusione, pensato per combattere la povertà che attanaglia più di 4 milioni di italiani, è in dirittura d’arrivo. La misura però andrà a riguardare “solo” 400 mila famiglie.

Innanzitutto occorre fare una distinzione tra il reddito di inclusione e il reddito di cittadinanza. Entrambi rappresentano delle proposte differenti per far fronte ad un unico problema, quello della povertà in Italia. Come molti hanno fatto notare, però, sussiste almeno per ora una discrepanza tra il numero di italiani in condizioni di povertà e il numero di coloro che dovrebbero beneficiare di questo reddito di inclusione in arrivo. Cerchiamo di comprendere al meglio i dettagli della questione.

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Innanzitutto il reddito di inclusione dovrà essere approvato domani mattina dal Senato. L’ok delle Camere aprirà le porte al decreto attuativo che secondo Giuliano Poletti sarà approvato in tempi molto ristretti proprio per rendere effettiva una misura necessaria e fondamentale per gli italiani più poveri. Intervistato da Repubblica, il ministro del lavoro ha parlato di come tale reddito di inclusione andrà a riguardare 400 mila famiglie povere con minori a carico. Nel dettaglio stiamo parlando di un milione e 770 mila persone. Ma quanti sono i poveri in Italia? Molti di più secondo l’Istat.

Reddito inclusione: cosa serve sapere

Il reddito di inclusione avrà un ammontare pari a 400 euro al mese. Di questi soldi andranno a beneficiare 400 mila famiglie italiane, ossia il già citato milione e 770 mila persone. Il problema è che da una rapida lettura delle rilevazioni Istat 2015 si può comprendere come la povertà in Italia sia un fenomeno che riguarda 4,6 milioni di persone. I dati non combaciano ed è per questo che molti hanno già definito il reddito di inclusione come una misura quasi inutile o comunque un rimedio soltanto palliativo.

In realtà ci sono diverse distinzioni da fare nel nostro discorso sul reddito di inclusione e la prima riguarda i concetti di povertà assoluta e povertà relativa. Nel primo caso stiamo parlando di persone che non riescono a sostenere la spesa minima necessaria ad acquistare beni e servizi inseriti dall’Istat nel paniere di povertà assoluta. Nel secondo caso, invece, parliamo di famiglie di due componenti, con una spesa per consumi inferiore o uguale alla spesa media per consumi di una sola persona. In altre parole, se la famiglia in questione spende meno della spesa media di un singolo individuo (circa mille euro) allora è in condizioni di povertà relativa. Quante persone saranno coperte dal reddito di inclusione?

Reddito inclusione: pochi sussidi, troppa povertà

Come abbiamo già visto, in Italia le condizioni di povertà della popolazione hanno più volte allarmato. Il reddito di inclusione si rivolge a un milione e 770 mila individui, ma gli italiani in condizione di povertà assoluta sono ben 4,6 milioni, o anche 1 milione e 582 mila famiglie, o ancora il 7,6% dell’intera popolazione. La povertà italiana è osservabile soprattutto nel Sud della penisola, dove vive più del 45% del totale dei poveri assoluti in Italia, come ha spiegato Giorgio Alleva, presidente Istat ascoltato durante le discussioni sul tema reddito di inclusione.

Come fa notare la già citata Repubblica, ai numeri riguardanti questa povertà assoluta bisogna poi aggiungere quelli relativi agli italiani in pericolo di povertà o esclusione sociale. Stiamo parlando del 28,7% dell’intera popolazione. Sono famiglie a bassa intensità di lavoro, a rischio di povertà o in condizioni di grave deprivazione materiale. Anche in questo caso un reddito di inclusione potrebbe considerarsi idoneo. Come già accennato, però, i fondi a destinazione e i 400 euro al mese riguarderanno le già citate 400 mila famiglie.

Il ministro Poletti ha fatto però notare come l’obiettivo sia quello di estendere innanzitutto la portata del reddito di inclusione da 400 a 480 euro al mese. Poi un altro step sarà quello di estendere anche i requisiti di partecipazione a questa misura, che comunque saranno definitivamente sanciti soltanto con l’approvazione del decreto attuativo del reddito di inclusione.