Pensioni si cambia: uscita a 63 anni, ma l’Ocse chiede tagli perfino sulle reversibilità

Non si smontano le polemiche su ciò che accadrà alle pensioni dopo la quota 100 e anche l’Ocse dice la sua, ma sono suggerimenti da Troika

In base ai punti di vista le pensioni in Italia andrebbero avvicinate ai lavoratori o allontanate. C’è chi guarda alla realtà del mondo del lavoro, alle difficoltà a lavorare fino a tarda età e ai requisiti di accesso alle pensioni molto difficili da completare.

E c’è invece chi guarda alle casse pubbliche, al risparmio sulla spesa previdenziale che risulta da tempo essere quella più facile da tagliare. La fine di quota 100 mette di fronte ad un bivio il sistema.

O si taglia la testa al toro, cioè si lasciano le cose così come sono e quindi si ritorna in pieno alla legge Fornero, con almeno tre misure anticipate che smetteranno di funzionare a vantaggio di chi ha la fortuna di centrarle.

In alternativa, si da retta a chi propone uscite flessibili, a partire magari da una età tra i 62 ed i 63 anni, chiedendo al pensionato di sacrificare un po’ di pensione per uscire prima dal lavoro.

Il punto di vista dell’Ocse sulle pensioni

Per l’Ocse per esempio, ok alla cancellazione di quota 100 e pure di Opzione donna, e ok al ritorno all’adeguamento alla speranza di vita dei requisiti per le pensioni. Tradotto in termini pratici?

Un autentico salasso, perché oltre ai 5 anni di scalone che i primi esclusi di quota 100 potrebbero subire già nel 2022, via all’aumento dei requisiti per il futuro, con uno scalone che da 5 anni diventerebbe di 5 anni e 3 mesi e così via, biennio dopo biennio.

Ciò che dice l’Ocse, che tra l’altro, come riporta il Manifesto, vorrebbe dare una sforbiciata pure alle pensioni di reversibilità, costringendo le vedove a trovarsi un lavoro non avendo più diritto al 60% della pensione del povero marito defunto, è un obbrobrio evidente.

Come si fa a richiamare agli adeguamenti alla speranza di vita nel primo anno in cui l’Istat ha già confermato che la vita media degli italiani è calata? Fatto sta che per l’Ocse occorre ridurre la spesa previdenziale e allontanare le pensioni ancora di più di come lo sono oggi. Ipotesi, idee e suggerimenti che sanno di quella che viene definita Troika.

I sindacati e l’assist dei dati Istat

I sindacati continuano a spingere verso la creazione di una misura flessibile che permetta di andare in pensione dai 63 anni a chi lo vuole. Non c’è sistema previdenziale contributivo al Mondo che non ha una pensione flessibile come uscita.

Se è vero che le pensioni nel sistema contributivo sono basate sul montante dei contributi, è altrettanto vero che meno contributi si versano e meno si prende di pensione. In termini pratici, se uno esce prima dal mondo del lavoro, smettendo prima di lavorare, prenderà meno di pensione. E nel lungo termine questo è un vantaggio per le casse dello Stato.

Per venire incontro alle problematiche di cassa per lo Stato, si potrebbe optare per una piccola penalizzazione di assegno. Un decalage basato sugli anni di anticipo come proposto da anni da Cesare Damiano e come ultimamente anche Tito Boeri ha riproposto.

Un assist a questa proposta arriva proprio dall’Istat, che ha chiarito come la vita media degli italiani sia calata nel 2020 rispetto agli anni precedenti. E così come salgono i requisiti delle pensioni quanto aumenta l’aspettativa di vita, così dovrebbero scendere quando scende la vita media degli italiani.

A dire il vero una cosa non ammessa dalla normativa vigente questa, perchè i requisiti previdenziali possono sono incrementare in ragione dell’incremento della vita media degli italiani e non possono mai scendere se accade il contrario.

Vuoi uscire prima dal lavoro? Bene, devi rinunciare all’1,5/2% di pensione ogni anno prima di 67 anni. Una sorta di penalizzazione, una specie di sacrificio sull’altare dell’uscita anticipata che sarebbe la soluzione ideale per parlare di flessibilità. Il lavoratore potrebbe scegliere quando lasciare il lavoro, cosciente di ciò che perderebbe e in base alle sue esigenze, di vita, lavoro, famiglia e così via.