Autore: Luca Secondino

Donne - Criminalità

22
Giu

Vittime di stalking: quando la Giustizia fallisce

Perseguitate, distrutte psicologicamente e spesso uccise, questo è lo stato delle vittime di stalking in Italia. L’ultimo caso a Teramo, con l’omicidio di un’oncologa.

L’ultima vittima, oggi su ogni pagina di cronaca, è Ester Pasqualoni, oncologa di 53 anni che è stata brutalmente uccisa nel parcheggio dove si stava recando appena finito il turno in ospedale a Teramo. L’uomo la attendeva tra le auto e l’ha accoltellata alla gola e al torace.

Si è parlato subito di uno stalker, perché la vittima da tempo era perseguitata da un uomo. Madre di famiglia, il medico aveva anche sporto denuncia per due volte, ma a quanto pare erano finite in archivio.

Ester Pasqualoni è solo l’ultima vittima di una lunga lista di donne tormentate, come l’anestesista di Roma che ad aprile scorso ha rilasciato un’intervista al Corriere in quanto perseguitata da un uomo da ben 18 anni, in attesa che la Giustizia faccia il suo corso.

Vittime di stalking in attesa della Giustizia

Diversamente da casi in cui le vittime sono perseguitate da uomini che vengono dal loro passato, ex mariti o ex fidanzati, ci sono molti casi in cui non c’è alcun legame tra le due persone.

Questo è il caso di Ester Pasqualoni, la donna uccisa a Teramo: in un’intervista all’Ansa, un’amica della vittima, Caterina Longo, ha riferito che l’oncologa aveva già presentato due denunce contro il suo stalker, ma che erano state entrambe archiviate, aggiungendo che l’uomo la perseguitava da alcuni anni, ovunque.

Si era immesso nella sua vita senza motivo, dal momento che non era un ex e i due non avevano mai avuto niente a che fare.

Stessa situazione per un’altra vittima di stalking che ad aprile aveva raccontato la sua storia a Paolo Signorelli de «L’ultima ribattuta», poi rilanciata da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio di Radio Cusano Campus: perseguitata da 18 anni da un uomo a cui aveva soltanto compilato la cartella clinica nel 1999, quando la donna era ancora specializzanda anestesista e lui paziente dell’ospedale. Da quel momento le visite indesiderate sul lavoro, gli appostamenti, le minacce.

Stalking, come essere tutelati dalla Giustizia?

A nulla è servito l’anno all’estero della donna e a nulla è servito il cambio di città, mettere su una famiglia. Eppure le condanne in questo caso sono arrivate, come quella del 2012 che prevedeva 4 mesi di carcere e 12mila euro di multa (mai arrivati alla vittima).

L’uomo è stato giudicato incapace di intendere e di volere e affidato a un tutore, ma le sue abitudini verso la donna non sono cambiate. Continua a sapere ogni suo spostamento e a chiamarla anche trenta-quaranta volte al giorno. La donna, nell’intervista di aprile, diceva di essere distrutta psicologicamente e preoccupata perché non si sentiva protetta dallo Stato.

Le forze dell’ordine le hanno detto che l’uomo non è pericoloso, come se fosse facile vivere perseguitati per 18 anni.